Meditare con l’ematite in mano per ritrovare energia e fiducia in sé

Hai mai provato a meditare tenendo un’ematite in ciascuna mano?

Chi lo ha fatto ne conosce già i benefici. Chi non hai mai provato dovrebbe farlo quanto prima.

Come meditare con l’ematite

Basta accompagnare la pratica della meditazione con almeno due pietre di ematite, così da tenere una in entrambe le mani.

Benefici fisici

Già solo il fatto di chiudere tra i palmi delle mani questa pietra consente di percepire subito un aumento dell’energia, che dalle dita attraverserà gli arti superiori, per poi diffondersi in tutto il corpo

Benefici psicologici

L’aumento dell’energia fisica aiuta a predisporsi all’ingresso nel campo delle infinite possibilità. A sua volta, come capita sempre quando si ricorre alla fitoterapia, anche la psiche ne risentirà positivamente.

L’ematite aiuta, infatti, all’aumento della fiducia e del rispetto verso se stessi. Questo migliorerà la facoltà di comunicazione e di concentrazione e consoliderà anche il pensiero. Come risvolto, vi sarà anche un miglioramento della memoria.

Tutte queste ritrovate condizioni, mentali e fisiche, aiuteranno a raggiungere una maggiore centratura durante la meditazione, influenzando l’umore e donando un equilibrio migliore nell’affrontare le sfide della vita.

Le proprietà dell’ematite

Non appena l’ematite sfiora la pelle, dona calma con le sue vibrazioni sottili. Con la sua azione, si attiva il chakra della radice, il centro energetico che dona la stabilità.

Le menti turbate si placano, i piedi tornano a terra, lo spirito torna a proprio agio e le sensazioni di stress, preoccupazione e nervosismo tendono a placarsi in breve tempo.

Origine dell’ematite e uso nella storia

Il nome di questa pietra deriva dalla parola greca haima, che significa sangue. Gli antichi greci la associavano a Marte, dio della guerra. Molti guerrieri, non solo greci ma anche romani e nativi americani, usavano questa pietra frantumata sul corpo per creare un effetto simile alla vernice rossa, per rimanere al sicuro in battaglia. Si pensava, infatti, che questa pietra rendesse il guerriero invulnerabile e gli donasse forza e coraggio. Il pigmento rosso dell’ematite fu usato per la creazione di diverse pitture rupestri.

L’ematite veniva anche usata a scopo medicinale. In Mesopotamia, ad esempio, si ricorreva a questa pietra per raffreddare il sangue, mentre in Egitto si utilizzava per contrastare l’infiammazione.

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Immagine di Malachitová Skrínka

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