Ogni giorno rinunciamo inconsapevolmente alla felicità: ecco come

Passiamo la vita a lamentarci di ciò che abbiamo, spesso senza renderci conto che siamo proprio noi gli artefici dei nostri insuccessi.

Critichiamo gli altri, diamo loro colpe che non hanno. Intanto il tempo passa e noi rimaniamo infelici.

Questo accade in modo del tutto inconscio. Solo quando si diventa consapevoli si è capaci di comprendere e accettare pienamente se stessi, trovando la forza di ottenere tutto ciò che si desidera. Sta a noi scegliere di essere felici qui e ora. Scegliere un lavoro che ci appaghi. Scegliere di amare e di essere amati.

Molti di noi hanno però un rifiuto inconscio per tutto ciò che ci fa stare bene e non accettano che ogni istante è importante per sposare un cambiamento valido, duraturo e di successo.

Cambiare lavoro – per scelta – ogni 6 mesi perché il capo ci tratta male è una spinta inconscia che deriva da un conflitto irrisolto con il padre, ad esempio. Conflitto che viene costantemente trasferito alla figura del leader.

I programmi inconsci che vengono tramandati in famiglia hanno un potere immenso sulla nostra tendenza a rifiutare inconsapevolmente il successo, la salute e la felicità che meritiamo.

Conoscere queste informazioni e basta non porta però ad una risoluzione. Occorre intervenire.

Come?

Lavorando sulla piena consapevolezza. Che coinvolga testa e pancia e non si limiti alla comprensione razionale.

Si può fare un esperimento, per comprendere a che livello di resistenza alla felicità ci troviamo.

Facciamo a noi stessi la seguente domanda:

Cosa farei ora se mi venisse offerto

Di cambiare lavoro

Di cambiare residenza

Di chiedere la separazione

Pensiamoci per qualche minuto e scriviamo le risposte. Che possono corrispondere a sensazioni, immagini e idee spontanee che emergono leggendo la domanda.

Come rimuovere la resistenza alla felicità?

Prima di tutto è utile capire come funziona la legge dello specchio: tutto ciò che accade intorno a noi è il riflesso di ciò che sta accadendo dentro di noi. Perciò la domanda ha una sola risposta e si trova in noi. Questo significa che anche la felicità è in noi e non va cercata all’esterno.

Il secondo passo consiste nel creare una connessione con l’inconscio. Altrimenti, non vi sarà modo di correggere qualcosa che proviene da lì.

Imparare ad essere presenti a se stessi è la terza chiave per il cambiamento, perché consente di sentire, di percepire se stessi senza le distrazioni esterne che ci fanno avere un’esistenza meccanica. Ed è proprio così che si crea un’alleanza con l’inconscio e quella forma di comunicazione necessaria per compiere il salto.

Risolvere i conflitti interiori con l’aiuto di un professionista sarà certamente di grande aiuto per compiere i primi timidi passi verso la consapevolezza. Questo aiuta anche ad accettare che la vita di una persona è costellata di alti e bassi a tutti i livelli. La respirazione ne è un emblema: quando si inspira la gabbia toracica si alza, quando si espira si abbassa. Ecco il simbolo della ritmicità della vita. Chi è consapevole non viene turbato da una caduta, perché sa che è indispensabile per imparare la lezione che permetterà di alzarsi di nuovo, sempre più rapidamente e senza troppi acciacchi.

Esercizio di auto realizzazione

Anche da soli si può fare moltissimo per comprendere che cosa ostacola il nostro successo. La mattina, appena svegli, si può scrivere su un foglio la lista di 3 desideri da realizzare in giornata. Ogni sera, prima di andare a dormire, si fa poi un semplice esercizio di rilassamento. Si chiudono gli occhi e ci si domanda:

Cosa ho fatto oggi per impedire che questo desiderio si realizzasse?

E poi ancora:

Come faccio qui e ora a giustificare o motivare la mia inazione verso la realizzazione del mio desiderio?

Emergeranno risposte interessanti, di cui prima non si era consapevoli.

L’esercizio si conclude respirando con calma verso il naso e immaginando che il desiderio di sia avverato. Quando l’immagine sarà diventata solida, dopo un respiro profondo si possono aprire gli occhi.

Con un buon allenamento, possono succedere cose inenarrabili.

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Articolo di generazionebio.com
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Immagine by Henry Gretzinger from FreeImages

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