L’ampliamento della coscienza attraverso i 5 sensi biologici e i 5 sensi energetici

L’essere umano è dotato di cinque sensi di base: vista, tatto, odorato, gusto e udito. Queste caratteristiche fisiologiche possono essere paragonate a delle antenne biologiche, che permettono di ricevere le informazioni dal mondo materiale che ci circonda.

Essendo però l’uomo dotato anche di un corpo energetico, oltre ai sensi biologici ne ha anche almeno altri cinque sensi energetici.

Tutti e dieci, fusi insieme, consentono di prendere coscienza in modo più profondo della realtà fisica, ma anche di quella subatomica. Attraverso quelli fisici, in sostanza, si ha la possibilità di accedere al regno extra materiale, così da percepire l’odore delle altre dimensioni, o sentire una musica celestiale. I sensi fisici, quindi, rappresentano molto di più rispetto a ciò a cui siamo abituati a pensare: contribuiscono a farci percepire delle energie superiori, che possono giungere a noi tramite colori, forme, odori o suoni. Rafforzando la capacità di penetrare l’energia attraverso i nuovi sensi ampliati, si può sperimentare persino il fenomeno della sinestesia: si ascoltano i colori, si vedono i suoni, si odora la materia e si toccano i profumi.

Consapevolezza

Il primo senso energetico è costituito dalla consapevolezza. Questa stimola a sollevare la domanda:

Chi sono io?

La coscienza è consapevolezza. Desiderio naturale di espandersi e di conoscersi in nuovi modi. E’ quando la consapevolezza aumenta che non è più possibile trattenere la propria evoluzione. Si inizia, così, a intraprendere un percorso che non ha una via di ritorno. La consapevolezza si può sviluppare a tutti i livelli. Consente di guardare un quadro e di vederlo diventare vivo, perché si riesce a percepire l’energia di chi lo ha dipinto.

Compassione

Il secondo senso energetico è rappresentato dalla compassione, che si può esprimere anche in termini di accettazione incondizionata. La quale parte principalmente dall’accettazione di sé. Quando si impara a entrare nella compassione del sé, i presunti difetti assumono una sfumatura differente e non vengono nemmeno più percepiti come tali. Ecco perché si riesce ad accettarsi. A quel punto, un difetto diventa un’illusione e perde di importanza. Cessa di essere un ostacolo alla propria espressione personale. Solo così si può provare compassione anche per gli altri. Se non si parte da sé, sarà impossibile provare vera compassione per qualcuno. Ma la compassione ha un’accezione ben precisa e non ha nulla a che vedere con l’addolorarsi per qualcuno o con l’indole a salvare tutti. Il dispiacere per gli altri è un insulto. La compassione è un onore che si rende a qualcuno. E’ riconoscere il percorso di un altro individuo come qualcosa di sacro stabilito dalla creazione.

Immaginazione

Quanto poco usiamo l’immaginazione, oggi! E, quando lo facciamo, tendiamo a creare pure immagini mentali. Un’immaginazione razionale è priva di sentimenti. Perciò è limitata. Immaginare è percepire con i sensi, piuttosto che pensare. L’essere umano ha chiuso la porta ai sentimenti ormai molto tempo fa, limitandosi a creare immagini. Oggi è importante comprendere che l’immaginazione deve essere un’esperienza sensoriale, al fine di essere completa: ecco perché è considerato il terzo dei sensi energetici.

Focalizzazione

Nel corso dell’evoluzione, l’uomo si è ridotto a focalizzare la sua energia entro i confini della densità della materia. Perciò riesce a focalizzare la sua attenzione su poche cose alla volta. Potenzialmente, al contrario, sarebbe in grado di focalizzarsi, come afferma Saint-Germain, su 77 cose alla volta, riuscendo a farle tutte bene! Quando si amplia la coscienza e si inizia a percepire tutto ciò che capita non soltanto sul piano fisico, si capisce che moltissime cose diverse accadono contemporaneamente. E’ lì che può iniziare l’allenamento per apprendere la focalizzazione multipla, che è il quarto dei cinque sensi energetici. Basta giocare. Lasciarsi andare all’espansione verso altre dimensioni. Il nostro è un mondo multidimensionale. Facciamo uno sforzo per andare fuori dai confini del mentale e sperimentare cosa accade negli altri regni! Sarà un’esperienza profonda.

Espressione

Uno spirito che conosce se stesso e che fa esperienza di sé ha un grande desiderio di esprimersi. Ecco il quinto e ultimo senso energetico. L’unico che, se ben sviluppato, è capace di dare la gioia più pura allo spirito stesso. L’espressione è una dote naturale, capace di creare diverse realtà, compresa quella fisica. Il tutto ha a che vedere con la respirazione, perché l’espirazione stessa è espressione pura di sé nel mondo. Quindi l’espressione di sé è quanto di più vicino a rappresentare totalmente il senso della vita, in ogni sua sfaccettatura.

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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