Intuizione o ragione? Quando è meglio fare affidamento sull’una o sull’altra

Le decisioni intuitive non sempre sono peggiori rispetto a quelle prese a seguito di un lungo ragionamento legato ai pro e ai contro di una determinata situazione.

Anzi, ci sono momenti in cui le cose sono così complesse e complicate che il sesto senso è più potente delle facoltà analitiche.

Tuttavia, non bisogna mai minimizzare il ruolo della ragione.

Talvolta è meglio affidarsi alla testa. Altre volte alla pancia.

Il libro di Malcom Gladwell “In un batter di ciglia: il potere segreto del pensiero intuitivo” si trova un esempio significativo in tal senso.

Negli anni ’80 al Getty Museum fu proposta un’antica statua greca di un giovane, che era stata analizzata con le tecnologie più avanzate per 14 mesi. Il risultato era eloquente: l’opera d’arte era autentica. Poco prima di firmare il contratto, la vide Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum of Art di New York. Appena la vide gli balenò istintivamente un pensiero: “E’ una copia!”.

In effetti, si scoprì successivamente che questa presunta opera, per la quale erano stati chiesti 10 milioni di dollari, arrivava da una fabbrica di falsi.

Com’era potuto accadere che un’analisi di così tanti mesi si fosse rivelata inutile, quando un’intenditore era stato capace di arrivare alla conclusione corretta in un secondo? Semplice: con l’aiuto dell’intuizione.

Allo stesso tempo, va ribadito, non ha senso esaltare il pensiero intuitivo a scapito della mente razionale. Anche i pensieri istintivi spesso si rivelano fallimentari.

Allora come decidere quando affidarsi alla ragione e quando all’intuito?

Ci sono diverse regole da seguire in tal senso, anche se la soluzione migliore sarebbe quella di armonizzare testa e pancia affinché entrambe, collaborando, ci conducano verso la scelta migliore.

Esperienza

Ci si può fidare dell’intuito quando nel campo in cui bisogna prendere una decisione è stata accumulata abbastanza esperienza. In questo caso, pensare a lungo è rischioso perché si dà modo alla memoria emotiva di prendere il sopravvento e farci deviare. Se invece l’esperienza è poca, meglio analizzare la situazione da ogni angolatura.

Affidarsi in base alla complessità del problema

Più complessa è una situazione, meno potente sarà la capacità di analizzarne tutti i dati. Sarà lì che entrerà in gioco la capacità intuitiva. Quanto più sono contrastanti, infatti, le informazioni da vagliare e più andremo in confusione. L’elaborazione inconscia saprà dare una risposta molto più chiara e certa.

Ascoltare i dubbi dell’ultimo minuto

Se insorgono dei dubbi prima di firmare un contratto, oppure prima di fare una spesa importante, ascoltiamoli. Meglio farlo per tempo, che pentirsene dopo. Questo protegge fortemente dalle scelte avventate. E’ però vero che ritardare una decisione può essere ancora peggio. Quindi, vale la pena di fissarsi una scadenza, oltre la quale non andare. Lì sarà il caso di fare una scelta, cercando magari conciliare testa e pancia quanto più possibile.

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Articolo di generazionebio.com
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