Sii migliore di chi ti ha ferito: se scendi allo stesso livello, tradisci te stesso

Capita spesso di essere offesi dalle persone. L’ultima cosa che si dovrebbe fare, però, è rincorrere la vendetta e offendere a nostra volta. Non si tratterebbe, così, di scendere allo stesso livello e tradire noi stessi?

Incolpare gli altri e giudicarli come cattivi se si comportano male con noi è un’abitudine.

Inveiamo allora contro i nostri genitori, contro il partner che ci ha lasciato, contro gli amici che ci hanno tradito e contro chi chi ha fatto del male.

Così facendo, chiudiamo il nostro cuore. Cerchiamo la vendetta. Decidiamo che è giusto comportarci nella stessa maniera, perché è nostro diritto.

Ma davvero è così?

Quando facciamo la scelta di rispondere in questo modo, diventiamo noi stessi parte del problema. Alimentiamo il ciclo della sofferenza, dell’egoismo e della violenza.

E’ comprensibile, perché abbiamo perso la fiducia negli altri.

Ma le conseguenze sono come un boomerang per noi.

Abbiamo sofferto è vero. Ma manteniamo integre la nostra gentilezza e la nostra apertura verso il prossimo.

Scegliamo la strada che ci aiuta a diventare migliori, rispetto a chi ci ha ferito. Scegliamo di elevarci al di sopra di questa sofferenza.

Solo così possiamo chiudere un circolo vizioso.

Continuiamo a difendere i nostri principi morali, rimando fedeli a noi stessi. Difendersi va bene, vendicarsi è superfluo.

Facciamo in modo di poterci sempre guardare allo specchio con dignità, senza contribuire a rendere il mondo cinico e brutale.

Causare sofferenza agli altri, anche in risposta a un danno subito, non porta alcuna gioia. Ci rende solo ostaggi di un dolore che resta bloccato dentro di noi.

L’unico modo per liberarsi da chi ci ha mostrato il loro lato peggiore, è lasciarli nel passato e tirare fuori il nostro lato migliore. Facendo sciogliere la rabbia, concedendoci tutto il tempo necessario.

Altrimenti che differenza c’è tra chi ci ha ferito e noi?

Non è forse meglio impegnarsi per distinguersi da lui e prendere le distanze da comportamenti che nutrono e amplificano nel mondo i sentimenti della sofferenza?

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Articolo di generazionebio.com
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