Epidemie e pandemie: il loro significato da un punto di vista metafisico

Definizione di pandemia:

un’epidemia o malattia infettiva che si diffonde attraverso grandi popolazioni e che copre una vasta regione

Che cosa crea una pandemia, secondo le leggi della natura?

Noi tutti facciamo parte di un sistema naturale rigoroso, il cui squilibrio, che noi stessi creiamo in esso, può provocare fenomeni di questo genere.

Che il mondo sia permeato di squilibri, specialmente negli ultimi anni, è un dato di fatto.

Le pandemie che si sono diffuse nel corso dei secoli sono state tante; alcune di queste hanno letteralmente falciato le popolazioni.

Virus e batteri fanno paura, ma si tende a non valutare il fatto che questi siano elementi che appartengono allo stesso sistema, come le cellule e gli organi.

Quando un focolaio si sviluppa in una zona del mondo, siamo portati a pensare che, se questa è geograficamente lontana, non abbia alcun legame con noi. Eppure, siamo tutti parte di un tutto.

La medicina, proprio per questa ragione, dovrebbe occuparsi di esaminare il sistema generale, di guardare a questi fenomeni da una prospettiva olistica, allo scopo di capire come fare a riportare l’equilibrio.

Siamo noi per primi a causare sistematicamente dei cambiamenti e a disturbare questo equilibrio. La cosa provoca la disintegrazione dei sottosistemi e delle buone connessioni, generando nuovi legami distorti e la proliferazione di cellule inadatte.

La verità è che non esistono microbi dannosi per la nostra vita. Il corpo umano è un habitat per i microbi. Ognuno di noi rappresenta un serbatoio biologico, dove questi possono vivere e moltiplicarsi.

Tutti siamo dentro a un sistema enorme, dove la distanza fisica non ha importanza poiché nessun corpo è isolato dalla comunità. Il nostro pianeta è un organismo gigante, che ospita vari tipi di esseri, sia benefici che dannosi per la salute.

Oggi siamo interconnessi su scala globale, ma allo stesso tempo così disconnessi.

Il passaggio alle condizioni dell’ultima generazione è stato infatti in qualche modo forzato, o artificiale. È stato impossibile per chiunque capire come comportarsi in queste nuove condizioni di interconnessione globale di persone. Tutti siamo stati colti impreparati. Semplicemente, non eravamo spiritualmente pronti.

Odio e indifferenza sono diffusi in tutto il mondo. La più grande epidemia è oggi la separazione tra le persone. Una separazione che si nutre di egoismo e di interessi personali, che vengono messi al di sopra dei bisogni altrui. Questo ha portato a crisi ecologiche, economiche, sociali e sanitarie.

Se un sistema è sbilanciato, ci colpisce. Molti possono vedere questo meccanismo come una punizione, ma non lo è: si tratta semplicemente della risposta naturale del sistema. E’ una reazione alle nostre azioni.

Allo scopo di uniformare le differenze, questo sistema si bilancia costantemente. A cominciare dal livello più basso, quello delle cellule.

Questo evidenzia come il nostro compito sia di agire attivamente per riportare il vero equilibrio, affinché i microbi utili siano in perfettamente bilanciati con quelli patogeni.

Anche rompere l’equilibrio a favore di quelli “amici” comporta il rischio che questi di trasformino in “nemici”. Allora occorre riarmonizzare la distorsione.

Concentrarsi sulla lotta contro i parassiti può infatti portare a danni maggiori, perché l’equilibrio dell’ecosistema viene disturbato.

Ciò che bisogna comprendere è che non esistono batteri o virus buoni o cattivi. La nostra salute si basa sull’equilibrio tra di loro.

L’essere umano occupa il livello più elevato della piramide della natura. C’è equilibrio tra di noi?

No, ma lo possiamo creare! Se lo facessimo, quello stesso equilibrio si espanderebbe dal livello più elevato della gerarchia a tutti gli altri livelli, adeguando tutte le connessioni. Il nostro sistema sarebbe regolato, dall’alto verso il basso.

Tutto dipende da noi, dalle persone.

Se noi come individui provassimo a mantenere il giusto equilibrio tra di noi, se introducessimo nell’ambiente sociale più uguaglianza, mutuo aiuto, cura e vicinanza, avremmo un impatto sui livelli inferiori della gerarchia totale, influenzando la natura (quindi la fauna e la flora terrestri e acquatiche il pianeta stesso con tutti i fenomeni associati a vulcani, uragani, terremoti e uragani).

Ciò che vive un maggiore squilibrio oggi sono le relazioni sociali umane. Niente a che vedere con il razzismo o l’odio per il diverso: queste sono solo esasperazioni. Ad essere in crisi sono le relazioni umane con il vicino di casa, con lo sconosciuto che incontriamo al supermercato e che cerchiamo di superare mentre siamo in coda per pagare. Sono in crisi i rapporti con i colleghi di lavoro, con cui siamo in costante competizione perché ci sentiamo minacciati nel nostro valore, casomai qualcuno si dimostrasse più bravo o apprezzato di noi. Sono in crisi i rapporti con gli amici e i famigliari più stretti, perché manchiamo di compassione e di semplice comprensione delle esigenze e dei comportamenti degli altri, che tendiamo sempre e solo a giudicare dall’alto del nostro fragile pulpito.

In questa prospettiva, l’essenza del problema non sono allora le pandemie.

Occorre lavorare per migliorare gli squilibri sociali, i rapporti, accettando l’idea di unità. Altrimenti dovremmo riconoscere di essere noi stessi per primi la causa del ritorno di malattie dimenticate e di altre manifestazioni di squilibrio, che semplicemente si esprimono su un circuito differente. Cure e farmaci, se non cambia questo meccanismo, rappresenteranno solo una soluzione a breve termine.

L’unica vera medicina è la salvaguardia dell’equilibrio della società umana. Questa è l’unica cosa che può veramente proteggerci. Le relazioni positive, portate al loro massimo livello, ci permetteranno di contribuire alla garanzia della nostra salute. E’ tutto nelle nostre mani, poiché se solo lo desideriamo, ne abbiamo eccome il controllo!

Fermiamoci un attimo e guardiamoci dentro. E’ lì che troveremo l’elisir di tutti i mali, quello che andiamo cercando in modo affannoso e disperato da sempre.

Dal modo e dalla rapidità in cui ciascuno di noi inizierà ad agire dipende la guarigione di tutta l’umanità. Siamo ancora in tempo, ma bisogna passare all’azione subito, ricchi di questa nuova consapevolezza.

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ispirato alle riflessioni e alle lezioni di Michael Laitman sul tema

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