Dopo un errore intollerabile, concediti il perdono e una seconda possibilità

Tutti prima o poi, pur mirando alla perfezione, ci ritroveremo a fare un errore. Magari uno di quelli madornali, inspiegabili. Frutto della disattenzione, dell’istinto o di una pianificazione non aderente alla realtà dei fatti.

Questa esperienza può dimostrarsi particolarmente stressante e creare una gravosa e ingestibile pressione.

E’ persino difficile ammettere di averlo fatto quell’errore e, se ha coinvolto persone a noi care, ci si sente come spezzati in due. Una parte non trova nemmeno il coraggio di chiedere scusa e l’altra vorrebbe poter fare qualsiasi cosa per rimediare.

E’ proprio in questi momento che è indispensabile maturare la consapevolezza che nessuno è perfetto e che proprio da quell’errore apparentemente irreparabile si può imparare una lezione molto preziosa, che ci eviterà di ripeterlo ancora e ci renderà una persona migliore.

Ma soprattutto, la prima cosa da fare è lavorare sul senso di colpa. Trovare sollievo da questo non è facile, ma è l’unica che può riportare equilibrio dentro di noi.

Ogni volta che riconosciamo di avere fatto un passo falso e che l’errore è davvero grave, proviamo a cercare di capire da cosa è scaturito e facciamo ricorso a ogni strumento adatto a perdonare noi stessi, così da poterci dare una seconda opportunità.

Se non lo facciamo noi per primi, come possiamo pretendere che siano gli altri a darcela e a lasciare andare il risentimento nei nostri confronti?

Tutto questo deve però passare dal riconoscimento dell’entità dell’errore, altrimenti si rischia di far finta di niente e concedersi di fare cose anche più gravi con un atteggiamento superficiale.

Nessuno è davvero perfetto o lo potrà mai diventare! Questo è un concetto da integrare molto bene. Tutto ciò che si può fare è puntare all’eccellenza. Al lavoro, nei rapporti famigliari, a scuola, con gli sconosciuti e con le persone più care. Anche nell’eccellenza, a volte capita di scivolare. Quello che conta è averlo fatto mossi dalla buona fede, per quanto possibile.

Rimanere intrappolati nel risentimento, verso se stessi o verso gli altri, non farà che aumentare lo stress percepito, oltre che la preoccupazione e il senso di paura.

Prima si prende consapevolezza dell’atto negativo, poi si lavora per rilasciarlo e voltare pagina.

Questo alleggerisce la mente e il cuore ma, soprattutto, consente di dare a se stessi una seconda opportunità di fare meglio in futuro. Inoltre, una volta compreso profondamente che tutti possiamo sbagliare, riusciremo a essere un po’ più tolleranti quando saranno gli altri a farlo.

Questo esercizio sarà di aiuto per rilasciare in modo pratico il risentimento e perdonare se stessi e/o gli altri: clicca qui.

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Articolo Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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