Ciao, sono la tua amica tiroide e sto per svelarti dei segreti su di me

tiroideCiao, mi presento: sono la tua amica tiroide. Sto per rivelarti qualcosa di molto intimo che riguarda me, quella piccola e quasi impercettibile ghiandola che ha però un potere enorme sul tuo corpo e sulla tua vita.

Difficile credere che io, così minuscola rispetto ad altri organi del tu corpo, possa essere così determinante per te. Eppure è così.

Apparirò poco modesta se ti dico che sono estremamente intelligente e birichina e che, dalla mia posizione sul collo, sono in grado di farti divertire o soffrire.

Sono io ad essere coinvolta nei tuoi attacchi di calore travolgente, quella che ti sudare e battere forte il cuore. E sono io che ti spingo a correre a coprirti se in un giorno estivo, se entri in una stanza con il condizionatore acceso, improvvisamente ti ritrovi a tremare di freddo.

Sono intelligente è vero, ma spesso è sulla base delle tue scelte che inizio a fare le bizze e contribuisco a rendere le tue giornate belle o brutte, a renderti poco o molto produttivo.

Metto sempre lo zampino in tutto: nel valore del tuo colesterolo, nella quantità di globuli rossi, nell’attività del tuo intestino, nella tua perdita o nell’aumento di peso, nella caduta dei tuoi capelli, nella tua pelle secca, nella tua costante sudorazione, nella tua tachicardia incontrollabile, nella tua pressione alta o bassa o nella tua permanente sensazione di stanchezza.

Ma questo è solo un aspetto, perché sono in grado di orchestrare anche il tuo umore: dall’apatia totale posso spingerti verso una irritabilità costante.

Sembro cattiva, ma eseguo tutto in maniera precisa e matematica.

Spesso quando mi indebolisco è perché mi manca lo iodio per produrre gli ormoni. Talvolta, però, subisco le conseguenze che derivano dalla mia aiutante, l’ipofisi, che può essere a sua volta indebolita o produrre sostanze come gli anticorpi, che mi ignorano o mi attaccano.

Ci sono giorni in cui decido di prendermi un po’ si svago, in cui smetto di lavorare perché sono infastidito all’idea che tu mi ignori, preferendo alla mia cura quella di altri organi. In quei frangenti, se un medico fa la diagnosi, ti dirà che soffri di ipotiroidismo.

Sarà allora che vedrai il tuo peso aumentare, la tua pelle seccarsi, le tue unghie rompersi facilmente. Cambierà anche il tono della tua voce, in molti casi. Proverai profonda stanchezza, in qualche caso potrebbe insorgere anche una forma di depressione. Studiare o concentrarti risulterà un’impresa e la memoria inizierà a vacillare.

Alla palpazione, è facile che il medico possa sentire qualcosa di strano e gli esami di laboratorio, oltre alle alterazioni ormonali, riferiranno quasi sempre la presenza di anemia, colesterolo alto e colesterolo buono basso.

Ci sono però dei momenti in cui mi viene assegnato un lavoro a cottimo. Allora la mia disfunzione sarà tecnicamente definita ipertiroidismo.

Il peso, in questo caso, lo perderai. Proverai un enorme nervosismo, soffrirai di insonnia e di tremore. Diventerai facilmente irritabile, avrai le palpitazioni e sentirai spesso caldo. Ai tuoi occhi daranno persino fastidio il sole e la luce artificiale.

Anche stavolta verranno fatti degli esami di laboratorio adeguati, insieme ad una mia mappatura approfondita – la cosiddetta scintigrafia – e ad una ecografia.

Ti sto dicendo tutto questo perché spesso mi sento trascurata e il rischio è che la mia debolezza non venga constatata in tempo.

Questo può comportare ulteriori difficoltà per te e una difficile remissione dei disagi che ti procuro. Questo potrebbe alla lunga portarci verso la separazione definitiva, condannandoti per sempre ad accontentarti di un surrogato di ciò che potrei fare io.

Con questa missiva voglio semplicemente portare l’attenzione sulla mia presenza e sulla mia importanza nelle funzioni di tutto il tuo organismo.

Detto tra noi, come si fa tra buoni amici, per favore se soffri di tutti questi disturbi, inizia ad ascoltare la mia voce e prenditi cura di me. Cambia le tue abitudini, quelle distruttive che inevitabilmente mi indispettiscono e indeboliscono. Occupati di me e coccolami. Prova a domandarti, poi, se alla base della mia debolezza non vi siano cause biologiche o persino conflitti generazionali. Esplora, impara a conoscermi, diventiamo alleati.

Prima lo faremo, più facile sarà riportare equilibrio in me e nella tua vita.

Io sono qui, pronta a darti una mano e collaborare di nuovo con te.

Ma mi aspetto che anche tu faccia la tua parte!

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Articolo di generazionebio.com
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