Zinco: un minerale chiave per il sistema immunitario

Lo zinco è un minerale estremamente importante per il nostro corpo, perché coinvolto nella corretta funzionalità del sistema immunitario, nella crescita e divisone cellulare, nell’umore, nei sensi del gusto e dell’olfatto, nella salute di occhi e pelle, nella regolazione dell’insulina e della funzione sessuale maschile.

Una sua carenza si associa all’aumento di episodi di raffreddore e influenza, alla depressione, all’affaticamento cronico, all’acne e a problemi di apprendimento.

Sul mercato esistono così tanti tipi di integratori per ogni esigenza, oggi, che si rischia di sottovalutare quei pochi davvero necessari per mantenere elevate le difese immunitarie. Uno di questi è appunto lo zinco, di cui il nostro organismo ha bisogno ogni giorno, ma senza superare le dosi necessarie. In quantità eccessive, infatti, questo minerale può diventare dannoso. Il problema è che lo zinco non viene immagazzinato nel corpo: perciò il suo livello dipende o dall’alimentazione quotidiana, oppure da una corretta integrazione, da effettuare sempre e solo su consiglio di un professionista esperto.

Il suo ruolo chiave nel funzionamento del sistema immunitario dipende dalla sua proprietà di aumentare la produzione di globuli bianchi, risultando quindi di grande sostegno quando si combatte un’infezione.

E’ stato anche dimostrato che lo zinco è in grado di aumentare anche il numero di cellule killer che contrastano quelle cancerogene, aiutando il sistema immunitario a rilasciare più anticorpi e supportando la guarigione delle ferite.

Se il corpo ha una fornitura insufficiente di zinco diventa quindi più suscettibile agli agenti infettivi, perché senza questo minerale i globuli bianchi non lavorano.

La Cochrane Review ha scoperto come lo zinco sia in grado di ridurre sia la durata che la gravità dei sintomi del raffreddore. Il suo uso profilattico permette di prevenire i classici sintomi influenzali così diffusi nel periodo invernale.

La particolarità di questo minerale è di essere una molecola distintiva per le proteine del timo, ovvero di quelle sostanze immunitarie che proprio dalla ghiandola del timo vengono prodotte. Senza lo zinco, tutto questo viene meno e le difese immunitarie si riducono.

Quando è in corso una gastroenterite virale, è stato dimostrato che l’assunzione di zinco rallenta il processo, a causa dell’azione antimicrobica degli ioni dello zinco nel tratto gastrointestinale.

Non tutti sanno che le diete ad alto contenuto di cereali sono direttamente collegate alla carenza di zinco, con conseguenze assai dannose, specialmente nei bambini.

I cereali contengono acidi fitici, che compromettono l’assorbimento di minerali come calcio, ferro, magnesio e zinco.

Ciò che invece aiuta l’assorbimento corretto dello zinco sono le proteine, specialmente quelle di tipo animale.

Come ottimizzare i livelli di zinco

I migliori alimenti da consumare per garantirsi un corretto introito quotidiano di zinco sono:

  • ostriche
  • fegato di vitello
  • semi di zucca
  • manzo
  • tahini
  • cioccolato fondente
  • agnello
  • anacardi al naturale
  • mandorle
  • petto di pollo

Poi ci sono gli integratori, ma sul mercato le varietà sono infinite e occorre saper scegliere in maniera adeguata. Il corpo non assorbe lo zinco se questo non si unisce ad un’altra sostanza. Per questo motivo, si ricorre spesso al processo di chelazione, per fissare lo zinco ad altre sostanze che lo rendano più assorbibile e biodisponibile. Quindi una preferenza deve andare sicuramente agli integratori di zinco in forma chelata.

Anche il gluconato di zinco è un integratore altamente efficace, ottenuto dalla fermentazione del glucosio; un’alternativa è l’acetato di zinco, che vede lo zinco combinato all’acido acetico; infine il citrato di zinco, ottenuto dalla combinazione di zinco e acido citrico.

Dato che è indispensabile assumere le dosi raccomandate quotidiane, che non sono valide per tutti, ma che dipendono dall’età e dalla condizione di salute individuale, è tassativo rivolgersi a un professionista che valuti l’effettiva esigenza di integrare e in che forma. Un eccesso potrebbe infatti risultare tossico, portando all’inibizione dell’assorbimento di rame e ferro, causando carenza di questi minerali.

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Articolo di generazionebio.com
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