L’IMPORTANZA DELLO SPORT PER LE PERSONE ANZIANE

elder-sport1Ormai vedere una persona anziana che fa ginnastica, sci di fondo o una semplice corsa in una strada cittadina periferica non è più cosa rara.

Si vanno anzi diffondendo sempre più centri pubblici o privati che offrono attività motorie per gli anziani.

E’ fondamentale, quindi, approfondire i termini generali del rapporto tra movimento ed invecchiamento per potere meglio valutare i rischi ed i benefici di tale attività per i soggetti appartenenti alla terza età.

La longevità è sicuramente un prodotto di fattori genetici che fissano dei limiti temporali: la longevità è specie-specifica, è legata al sesso, e dipende dalla longevità dei progenitori.

Questi limiti non sono ‘rigidi’ e molti fenomeni possono influire sulla loro ampiezza. Il movimento e l’attività fisica sembrano essere uno di questi fenomeni.

Vi è abbondante letteratura sugli effetti negativi dell’immobilizzazione, che appare un vero e proprio fattore di rischio a tutte le età, con effetti catastrofici nell’età anziana; ma anche il semplice disuso comporta una serie di effetti deleteri per l’organismo, tanto da agire come un acceleratore dei processi di invecchiamento.

Il movimento muscolare mette in azione numerosissimi meccanismi biologici che interagiscono, attraverso complicati processi chimici, con tutti i nostri organi ed apparati. Quando eseguiamo anche un modesto sforzo il cuore accelera i propri battiti, il sangue scorre più velocemente, la respirazione si fa più profonda e frequente, la pressione del sangue sale, vengono consumate alcune sostanze ed altre ne vengono prodotte.

Tra le sostanze che vengono utilizzate molta importanza hanno i grassi che tranquillamente riposano nei loro depositi o circolano in vene ed arterie. Nei soggetti anziani, i grassi si depositano sulle pareti dei vasi, specialmente nelle arterie, provocando l’aterosclerosi, molto pericolosa soprattutto se colpisce il cuore ed il cervello.

Molti studi sostengono che il lavoro muscolare di tipo aerobico (cioè di bassa intensità) eseguito con regolarità protegga dalle malattie cardiovascolari, specie se associato ad una dieta appropriata.

Anche l’osteoporosi, degenerazione delle ossa che si verifica sovente nella terza età con fragilità delle stesse e pericolo di fratture, migliora in seguito alla attività fisica: queste sono le conclusioni di due gruppi di ricercatori, uno della Università della Florida e l’altro della Università californiana di Stanford, che hanno valutato l’effetto dell’esercizio fisico sull’apparato osteoarticolare.

Oggi 15 milioni di americani, in buona parte condizionati dai medici, si dedicano regolarmente al footing ed al jogging ed è significativa la riduzione dei casi di osteoporosi nella popolazione, in quanto la pratica di queste attività sportive porta ad un aumento del contenuto minerale delle ossa ed ad un favorevole rimodellamento delle loro strutture interne.

Ma quanto deve essere intensa l’attività fisica in un soggetto anziano affinché essa sia efficace e favorevole? Esiste un limite oltre il quale può risultare dannosa?

In parte la risposta a questi quesiti è venuta da una ricerca di un gruppo di Stanford e Harvard che ha studiato 16.939 studenti maschi, di età fra i 35 ed i 74 anni e, ad iniziare dal 1972, li ha seguiti per 16 anni registrandone i livelli di attività fisica e mettendoli in relazione con sopravvivenza e mortalità.

Si è visto così che, con una attività fisica costante (con un dispendio energetico settimanale minimo di 500 kcal e massimo di 3500 kcal) vi era un incremento di longevità, con riduzione del rischio di morte (dal 30% al 50% in meno) e con un guadagno, rispetto ai sedentari, di 2.33 anni di vita; e questo avveniva a tutte le età. Infatti, anche per le classi di età più elevate si manteneva il vantaggio in modo assai evidente. Ma se andiamo a verificare l’effetto di uno sport ‘ad alta intensità’ (più di 3500 kcal settimanali) sulla longevità di un soggetto, vediamo che esso è nullo, anzi può diventare negativo, dopo i 70 anni.

Perciò l’attività fisica dovrebbe essere parte della vita quotidiana ad ogni età, naturalmente se non vi sono patologie in atto tali da controindicarla. Essa, associata a regole di vita salutari, non deve trasformare tutti in maratoneti: è sufficiente una attività a bassa intensità, ma con impegno costante, come ad esempio una corsa di non più di un’ora, tre volte la settimana.

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE UFFICIALE SU TELEGRAM PER RICEVERE E LEGGERE RAPIDAMENTE TUTTI I NUOVI ARTICOLI

Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Copyright – Se non diversamente specificato, tutti i contenuti di questo sito sono © GenerazioneBio.com/Tutti i diritti riservati – I dettagli per l’utilizzo di materiali di questo sito si possono trovare nelle Note Legali.