Come ridurre un attacco acuto di ansia con un cubetto di ghiaccio

La vita frenetica a cui siamo abituati oggi rende le sensazioni di pace e serenità qualcosa di particolarmente elusivo  per la maggior parte di noi. Anzi, a predominare quotidianamente sono spesso lo stress e l’ansia.

In alcune circostanze, lo stato di agitazione può diventare insopportabile e difficilmente gestibile. Esistono però delle tecniche efficaci e rapide per intervenire e riportare la calma nel sistema.

Questo è molto importante, perché lo stress ci influenza in modi diversi, anche a seconda della sua causa specifica. Quel che è certo è che può essere anche debilitante, talvolta, e mettere a repentaglio le più banali attività quotidiane.

Quando viviamo un evento stressante in acuto – quindi quando lo stress non si è ancora trasformato in una condizione cronica – l’amigdala, l’area del cervello che si occupa dell’elaborazione delle emozioni, invia all’ipotalamo un segnale di pericolo. L’ipotalamo ha una funzione simile ad un centro di controllo del cervello e, a sua volta, comunica con il resto del corpo attraverso il sistema nervoso. Da tutto ciò scaturisce la classica risposta di lotta (o attacco) o fuga.

Durante questa fase viene rilasciato il cortisolo, l’ormone che aiuta a ripristinare l’energia utilizzata dal corpo per attaccare o scappare. Una volta che lo stress scompare, i livelli di cortisolo si normalizzano: questa è la ragione per cui dopo aver vissuto un evento stressante ci si sente molto stanchi.

Per non farsi travolgere dallo stress, esistono molti esercizi che hanno dimostrato una grande efficacia e che sono capaci di riportare la calma ogni volta che il nostro corpo va in uno stato ansioso.

Uno dei più interessanti ed efficaci consiste nel ricorrere ad un cubetto di ghiaccio.

Si tratta di un metodo ideato dallo psicoterapeuta Edie Stark, che ha lo scopo di ridurre l’attenzione sulla situazione stressante, spostandola altrove. Questo obiettivo si può ottenere in modi diversi, ma attraverso il cubetto di ghiaccio si coinvolge l’aspetto sensoriale dell’individuo. Si crea una nuova sensazione, che distrarrà letteralmente dalle circostanze stressanti.

In pratica, si tiene in mano un cubetto di ghiaccio quanto più tempo possibile.

In maniera rapida ed efficace, il sistema si concentrerà sulla sensazione di freddo sul palmo della mano, anziché su ciò che pochi istanti prima stava generando una sensazione di panico.

Questo esercizio funziona alla stregua delle palline anti-stress, che distraggono intenzionalmente il cervello e spostano la sua attenzione altrove. Anche provare ad allungare un elastico può dare risultati analoghi.

L’idea del cubetto di ghiaccio, però, è più efficace, proprio perché non solo la mente sarà attirata da altro: anche il corpo dovrà rispondere in maniera mirata alla sensazione di freddo sulla cute, pertanto, dirigerà la sua reazione biologica altrove, abbassando i livelli di attenzione su ciò che aveva causato in precedenza lo stato di allerta mediato dall’amigdala e riportando il sistema in uno stato di rilassamento.

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Monica Vadi

Monica Vadi

Terapista e docente base in Cromopuntura secondo Peter Mandel, si è diplomata presso l'Internationales Mandel Institut Für Esogetische Medizin. E' abilitata alla lettura della foto D.E.P.T. (Diagnosi Energetica Dei Punti Terminali) e si è specializzata come Holistic Health Coach / metodo Well Aging Quantico. Vive e lavora a Torino dove riceve su appuntamento. Per fissare una consulenza: [email protected] / +39 392 7650931

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