2019: per molti un anno di liberazione, che precede quello del divenire

Per molte persone questo è stato un anno di grandi difficoltà, un anno dove molti hanno detto addio al passato. Per scelta, o perché non vi è stata alcuna altra alternativa. Un anno per sbarazzarsi dei vecchi abiti, dei debiti, del peso in eccesso, di relazioni ormai esaurite e spesso anche di credenze che ostacolavano qualsiasi evoluzione.

Un anno per lasciarsi indietro chi si era prima. Per perdonare se stessi e iniziare finalmente a vivere liberi.

Un anno dove smettere di dubitare, esitare e resistere al cambiamento. Un anno per smettere di aggrapparsi ad un passato arido e uscire finalmente dalla zona di comfort.

Non è stato semplice imparare a lasciarsi andare. Qualcuno ancora non ha appreso del tutto la lezione. Il fermento che si è creato, interiore ed esteriore, è stato causa di conflitti molto gravi.

Spesso la paura ha preso il sopravvento ed è stato indispensabile imparare a non farsi controllare. E’ stato come togliere il velo e vedere le cose come stanno davvero, smettendo così di fuggire dalla realtà.

Questa nuova consapevolezza ha sciolto ogni attaccamento e la luce ha iniziato a comparire in fondo al tunnel.

Tutto quello che è accaduto aveva un solo fine: quello di preparare a ciò che di significativo e importante deve ancora arrivare.

Per diventare persone nuove è prima indispensabile liberarsi da ciò che si era prima.

Per questo molti si sono trovati a percorrere una strada impervia, fatta di progressi anche se molto bruschi. Il traguardo non è forse stato raggiunto, ancora; ma un passo dopo l’altro, nuovi obiettivi saranno conquistati.

E’ molto faticoso, ma spesso per andare avanti è necessario fare un passo indietro. Che si traduce quasi sempre in un periodo di introspezione. Questo è un passaggio vitale, dove si realizza come la nostra mente crei sempre un sistema di sicurezza, dentro cui ci adagiamo. Solo attraverso una ripresa del dialogo interiore è possibile comprendere cosa vogliamo e dove vogliamo andare.

In questa fase scopriamo spesso che molte relazioni dentro cui ci siamo crogiolati erano in realtà qualcosa di estremamente superficiale. Ci rendiamo conto che la nostra identità la vediamo attraverso gli occhi degli altri. E’ proprio questo che ci crea riluttanza all’idea di abbandonare la nostra zona di comfort. Abbiamo paura del salto nel vuoto e in noi regna il caos, emotivo e mentale.

Per molti, questo è stato l’anno ideale per sbarazzarsi delle versioni precedenti di loro stessi e di tutte quelle persone che avevano esaurito il loro ruolo nella loro vita.

Dopo la liberazione, si crea nuovo spazio per il divenire. Non si è più quelli di prima e mai più si tornerà ad esserlo. Semplicemente perché quella versione non esiste più, è diventata obsoleta. Talvolta capita di soffrire per questo, di piangerla, di ritrovarsi a ringraziarla per poi lasciarla andare.

E’ un processo indispensabile per aprirsi al nuovo, per distruggere tutto ciò che è stato creato in precedenza, a cominciare dalle abitudini che hanno bloccato ogni forma di crescita.

Il corpo stesso è in costante cambiamento e rigenerazione: la pelle cambia ogni mese; ogni dieci anni le cellule degli organi interni vengono sostituite con altre nuove. Per questo non deve sembrare così strano il fatto che anche la personalità si rinnovi e abbia bisogno di ricominciare tutto zero.

E’ come una rinascita. Si cancella il passato per dare spazio al futuro, quel luogo da cui far germogliare nuovi semi di felicità e spensieratezza.

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Articolo di generazionebio.com
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Immagine by bruce mars from Pexels

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