Jamais Vu: uno stato mentale simile alla perdita di memoria a breve termine

Succede all’improvviso. Si sta vivendo una situazione e si prova un’inspiegabile sensazione di disconnessione e stranezza verso qualcosa di apparentemente familiare. Probabilmente, si sta sperimentando, in frangenti simili, il cosiddetto jamais vu.

In quel momento, oggetti, luoghi o persone familiari appaiono improvvisamente estranei per qualche secondo, addirittura minuto. Questo avviene nonostante la mente razionale sappia che non è la prima volta che si vive una situazione simile.

L’esempio tipico riguarda una parola assolutamente familiare ma che, se pronunciata, non sembra reale. Magari perché non la si utilizza da un po’. Oppure perché è stata ripetuta troppe volte. All’improvviso, la parola perde di ogni significato e mette tutto in discussione.

Il jamais vu è un espressione che deriva dal francese e significa “mai visto”. Psicologi e neurologi lo usano per definire qualsiasi effetto mentale in cui una situazione familiare viene percepita come se fosse sperimentata per la prima volta. E’ un fenomeno abbastanza raro, che spesso viene percepito come l’opposto della sua controparte più celebre, il déjà vu (dal francese, già visto). Entrambi sono comuni nelle persone che soffrono di epilessia e di altre condizioni neuropsicologiche.

I sintomi che accompagnano questo effetto mentale assomigliano alla perdita di memoria a breve termine, ma se si approfondisce la neurofisiologia dei due fenomeni, si scoprono notevoli differenze.

Ad esempio, il jamais vu accade all’improvviso e senza motivo, mentre la perdita di memoria – anche a breve termine – tende ad avere cause fisiologiche derivanti da traumi, shock o malattie neurologiche.

Altra particolarità del jamais vu è che si applica solo al qui e ora. Gli organi di senso continuano a trasferire informazioni su ciò che si vede e si sente, attraverso i percorsi neurali. Eppure, il cervello viene disconnesso dalla realtà, come se vi fosse un errore del sistema informatico.

Déjà vu VS Jamais vu

Entrambi i fenomeni hanno una natura simile, anche se di fatto rimangono un mistero per la scienza. E’ in effetti molto difficile, se non impossibile, riprodurli in laboratorio.

Per indurre il jamais vu si può provare a scrivere più volte, nell’arco di un minuto, una parola di uso comune.

Sia il jamais vu che il déjà vu hanno a che fare con il modo in cui il cervello percepisce i segnali di familiarità e novità. Solo che, durante il jamais vu il cervello – per ragioni ignote – non è in grado di interpretare questi segnali in modo corretto. I neuroscienziati concordano sul fatto che entrambi questi fenomeni coinvolgano la memoria e i centri di elaborazione delle informazioni del cervello.

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Articolo di generazionebio.com
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