Gli ormoni: storia dei messaggeri chimici che controllano la nostra vita

Blanche Grey era una donna vissuta a Detroit nell’800, nata grassa e cresciuta senza riuscire a tenere il suo peso controllato. Una condizione così particolare, all’epoca, da aprirle le porte del circo. Il circo a quei tempi era il luogo dove si potevano ammirare esseri considerati deformi rispetto alla norma, come ad esempio uomini altissimi o, al contrario di bassa statura.

La donna era nota come La Sposa Cicciona e morì molto giovane. A rievocare la sua storia è il medico Randi Hutter Epstein, autrice del libro AROUSED – Storia degli ormoni e di come controllino pressoché ogni cosa.

Quello di cui era affetta La Sposa Cicciona era probabilmente ciò che oggi sarebbe stato riconosciuto come un disturbo ormonale. All’epoca, però, questo tipo di problematiche non era assolutamente noto e, pertanto, non c’era alcun mezzo per trattarlo. Si sapeva poco del funzionamento dell’ipofisi, così come delle surrenali, né di tutte le ghiandole che costituiscono il nostro sistema endocrino. Tanto che il nome stesso degli ormoni fu introdotto solo nel ‘900.

Precisamente, il termine “ormone” fu coniato nel 1905, quando si iniziò a ipotizzare che non tutte le informazioni nel corpo fossero convogliate dai nervi. Al contrario, si scoprì che nel nostro corpo esiste una sorta di sistema wi fi, capace di controllare tutto.

Quando scriviamo un’email, la mandiamo nel cyberspazio, indirizzandola ad un preciso destinatario. Gli ormoni sono delle sostanze chimiche che si comportano in maniera analoga. Vengono rilasciati da una ghiandola, fluiscono attraverso il sangue e raggiungono una destinazione specifica.

Il pancreas delle persone diabetiche, ad esempio, non riceve sufficiente insulina. Oggi tutto questo è risaputo, ma all’epoca si trattava di un concetto assolutamente rivoluzionario. Queste secrezioni interne furono chiamate ormoni, su suggerimento di un docente di Cambridge, specializzato in materie classiche. Serviva un nome che facesse riferimento a qualcosa che risveglia, che stimola. Il termine greco hormon era perfetto per lo scopo.

All’epoca si sapeva pochissimo anche degli ormoni coinvolti nel ciclo mestruale. La curiosità intorno al meccanismo di funzionamento di quelli che oggi chiamiamo estrogeni e testosterone, che furono isolati solo tra il 1920 e il 1930, era molto elevata.

Una cosa che si è sempre fatta però, nel corso della storia, è controllare gli ormoni, anziché lasciare che lo facciano loro, responsabili di qualsiasi processo fisiologico, dall’appetito alla libido, per citarne solo qualcuno.

Oggi il campo dell’endocrinologia è molto avanzato e, grazie ad esso, si conoscono i pro e i contro di alcune sostanze e la loro influenza su un corretto equilibrio ormonale. Un tempo, senza considerare gli effetti collaterali si cercava disperatamente di ricorrere a dei rimedi che aiutassero la fertilità o che rendessero la pelle più giovane. Si creavano allora improbabili pozioni, o si impiantavano testicoli di animali per sperimentare in merito; ci sono casi in cui si praticava la vasectomia allo scopo di aumentare la libido, cosa di cui gli effetti sono oggi totalmente smentiti.

La medicina del nuovo millennio ha compiuto una vera e propria rivoluzione quando è stata in grado di misurare gli ormoni. Cosa non facile, se si considera che farlo è come isolare un granello di sabbia nell’oceano. Sembra incredibile, se si pensa all’impatto che hanno queste sostanza chimiche sul funzionamento del nostro organismo. Da lì in poi, la stessa tecnica viene utilizzata per rilevare l’Hiv e alcuni marcatori cancerogeni.

Tutte le scoperte effettuate nel corso della storia sul funzionamento degli ormoni ha portato ad un certo punto alla creazione della pillola anticoncezionale. Frutto di terribili sperimentazioni portate avanti su alcune donne a Portorico, cui venivano somministrate dosi sperimentali che causavano gravi effetti collaterali nelle partecipanti, nasceva originariamente come tentativo di trovare un rimedio contro l’infertilità. Almeno questo era lo scopo dichiarato di ricerche che, altrimenti, sarebbero state violentemente osteggiate dal mondo cattolico. Le prime pillole erano molto ricche di ormoni sintetici, in una quantità superiore fino a cento volte quella presente nei prodotti odierni. Motivo per cui gli effetti collaterali erano molto forti: dal semplice mal di testa all’ictus letale.

Negli anni 60 si sperimentò anche una pillola anticoncezionale per uomini. Le ricerche non durarono più di una settimana, perché i partecipanti non erano in grado di vivere una vita normale, né di lavorare, durante la somministrazione.

Fu un gruppo di femministe a battersi per avere dei prodotti con una dose inferiore di ormoni sintetici, al fine di prevenire i numerosi ictus che sembravano colpire in particolare le fumatrici.

Oggi sappiamo bene che, nonostante questo, assumere la pillola anticoncezionale comporta altrettanti rischi per la salute della donna e, grazie alle ricerche più recenti, si stanno trovando sempre più alternative naturali, sicure e prive di rischi.

Nonostante i passi da gigante effettuati, certamente ancora molto c’è da fare in questo campo di ricerca. Ad esempio, tanto ancora c’è da esplorare e approfondire sull’endometriosi.

Ma il solo fatto di poter misurare gli ormoni, apre le porte a ulteriori scoperte, che arriveranno senza dubbio a migliorare la nostra salute e la nostra vita. La neuroendocrinologia già è al lavoro per spiegare in modo sempre più approfondito i nostri cambiamenti di umore legati agli ormoni, la sindrome premestruale, la perimenopausa e così via. Con lo scopo di conoscere meglio la nostra fisiologia ma, soprattutto, grazie a questo, rendere la nostra esperienza di vita sempre più elevata. La scienza e la ricerca sono ambiti in costante cambiamento e la loro evoluzione non andrebbe mai osteggiata, dando per scontato che quello che sappiamo oggi sia definitivo. La storia degli ormoni ce lo insegna. Se non si portasse avanti una ricerca sana, nell’interesse dell’uomo, le sindromi metaboliche oggi tanto diffuse continuerebbero ad essere relegati a fenomeni da circo.

C’è sempre spazio per la scoperta di nuovi dati utili per l’avanzamento del genere umano, a patto che questi rimangano circoscritti all’etica e alla dignità dell’individuo.

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Articolo di generazionebio.com
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