Lascia andare, controllati, dimentica, perdona: le 4 fasi del perdono consapevole

Il perdono è un atto di creazione. Quando diventa consapevole, il perdono diventa il luogo simbolico dove risentimento e controllo andranno a svanire, lasciandoci di nuovo liberi di essere.

Cos’è il perdono consapevole?

Perdonare non significa in alcun modo reprimere la rabbia. Perdonare è come chiedere la realizzazione di un miracolo, che ci dona la capacità di vedere attraverso gli errori che qualcuno ha fatto la verità che alberga nel nostro cuore.

Non è un atto facile. A volte è più doloroso della ferita che abbiamo subito.

Eppure, l’unica realtà è che non c’è pace senza perdono. I pensieri di vendetta si ritorcono contro di noi. Il primo passo sta, dunque, nel costruire per gradi la volontà di perdonare.

Esistono 4 fasi del perdono cosciente

  1. Lascialo andare
  2. Controllati
  3. Dimentica
  4. Perdona

Di seguito andiamo a scoprire come funziona ogni fase.

Lasciare andare

Quando si esercita l’atto del perdono cosciente è utile lasciar passare del tempo. In quel frangente, ci si impegna a pensare sempre di meno alla persona che ci ha ferito o all’evento spiacevole occorso. Non si tratta di lasciare qualcosa di incompiuto, ma di prendersi una sorta di vacanza dall’argomento. Questo contribuisce a evitare di soccombere e ci permetterà, anzi, di diventare più forti e permettere alle cose buone di accadere nella nostra vita. Cosa che sarebbe ostacolata, altrimenti, e che ci impedirebbe di provare di nuovo gioia nel nostro cuore.

Questa è la prima fase per raggiungere, nel tempo, il pieno perdono consapevole e che ci permetterà di lasciare la situazione alle spalle, oltre che il suo ricordo, definitivamente.

Controllarsi

La seconda fase è quella che evoca il controllo, in particolare dal desiderio di vendetta e della punizione. La pratica di questo tipo di moderazione è vantaggiosa perché concentra il problema senza permettergli di diffondere ovunque la sua energia.

Un atteggiamento di autocontrollo focalizza l’attenzione e si traduce nell’avere pazienza, nel resistere e nell’incanalare l’emozione. Questa pratica è profondamente terapeutica, anche se si potrebbe pensare il contrario. Corrisponde a una sorta di purificazione. Perché al desiderio di punire si sostituisce la generosità e si nutre la grande natura compassionevole dell’universo, che parteciperà alla nostra guarigione.

Dimenticare

Dimenticare significa disperdere nella memoria quello che è accaduto, rifiutandosi di rimuginare su un evento o su un argomento specifico. In altre parole, è come lasciarsi andare e rilasciare, soprattutto dalla memoria. Dimenticare coscientemente non significa intorpidire il cervello. L’oblio intenzionale consiste nel lasciare andare l’evento, senza insistere sul fatto che rimanga in primo piano nella nostra vita. Significa declassarlo e fare in modo che la sua immagine sia sempre più sullo sfondo, fino ad arrivare ad abbandonare il palcoscenico della nostra coscienza.

L’oblio cosciente viene praticato ogni volta che ci si rifiuta di evocare un brutto ricordo. Dimenticare è una componente attiva, non un atteggiamento passivo. Significa non portare in superficie particolari ricordi, ma capovolgerli continuamente per non esserne irritati. In questo modo si costruisce un nuovo paesaggio, da cui scaturiranno una nuova vita e nuove esperienze.

Perdonare

Il perdono finale non è un atto di sottomissione o di resa. E’ una decisione consapevole, che comporta il rilascio del risentimento e del dolore. Si rinuncia così anche alla vendetta. Quando è il momento giusto di perdonare lo decide ognuno di noi, in base alla percezione interiore. Così come sta a ciascuno di noi decidere quale debito non dovremo più rivendicare. Alcune persone optano per il perdono totale, liberando la persona da qualsiasi tipo di rettifica o riparazione per sempre. Altri si fermano nel mezzo. Una delle forme di profonde di perdono, proprio per questo la più difficile, consiste nel dare un aiuto compassionevole all’autore del reato.

Quel che è certo è che il perdono libera da qualsiasi trappola o palla al piede. Libera dalle zavorre che impediscono di prendere il volo e tornare a godere totalmente della bellezza della vita. Senza perdono, si rimane incagliati nel passato, senza possibilità alcuna di costruirsi un degno futuro di gioia ed esperienze di crescita.

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Immagine Foto di Jukka Niittymaa da Pixabay

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