I disagi mentali visti dalla prospettiva della medicina sciamanica

Nelle culture dove la tradizione degli Sciamani si sviluppa ancora in modo vivace, esiste una cosa che viene definita malattia sciamanica.

Di cosa si tratta?

Di un insieme di sintomi diversi, che possono comprendere mal di testa costanti, ansia, incubi, allucinazioni uditive e visive.

A cadere vittima di queste problematiche risultano solo alcuni rappresentanti della tribù.

Nel mondo occidentale, una persona che presenta questi sintomi sarebbe immediatamente curata, allo scopo di sopprimere questo disturbo, e isolata dalla società.

Le culture sciamaniche hanno una prospettiva totalmente differente. Il problema, secondo loro, non richiede una soluzione immediata, perché non viene considerato un disturbo da guarire.

Anzi, queste manifestazioni sono considerate una garanzia della scelta di un individuo all’interno della tribù, una prova del suo futuro destino.

Chi viene colpito dai sintomi elencati, infatti, viene iniziato allo sciamanesimo. All’inizio la situazione si aggrava ulteriormente, per poi riequilibrarsi.

Durante l’iniziazione al futuro sciamano viene indotto uno stato di trance, con il supporto di melodie ritmiche nell’ambito di una cerimonia che prevede l’uso di sostanze psicoattive.

Qui, l’individuo sperimenta una realtà trans-personale, che può essere anche molto spaventosa. Si racconta di entità terribili e sconosciute che compaiono facendo a pezzi il suo corpo, per poi ricomporlo.

Dopo la cerimonia, il futuro sciamano entra di diritto nel suo ruolo e tutti i sintomi, anche i più spaventosi, scompaiono. Anzi, viene colto da un sollievo incredibile, segno del suo guadagnato rinnovamento spirituale.

Le sue allucinazioni non vengono soppresse o inibite. Al contrario, vengono esaltate e portare all’estremo, nel corso della cerimonia. Lo scopo è di far immergere la persona quanto più possibile dentro le sue paure più profonde.

E’ chiaro che si sta parlando di culture completamente diverse: c’è un’abisso che separa lo sciamanesimo dalla cultura massificata occidentale. Eppure, questo approccio fa riflettere.

E’ possibile che lo sciamano non abbia alcuna abilità magica, come i più razionali e scettici possono pensare. Forse, però, si tratta di un individuo particolarmente sensibile, che riesce ad entrare in una relazione molto stretta con il suo inconscio.

Nel profondo di tutti noi giacciono immagini arcaiche, ricordi di questa e altre vite e sensazioni che ogni tanto si manifestano seguendo una modalità singolare.

Magari tutto questo si manifesta con sintomi incomprensibili, che spesso vengono associati alla malattia mentale.

E se si trattasse, al contrario, del segno distintivo di abilità superiori di un individuo che, se affrontate nel modo giusto, potrebbero essere valorizzate e tornare addirittura utili alla società?

Se fossero delle avvisaglie della necessità di vivere un’esperienza catartica atta ad affrontare le proprie paure più profonde, per liberarsene definitivamente?

Difficile rispondere a questo, ma qualche spunto per meditare sicuramente la prospettiva sciamanica lo offre.

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Articolo di generazionebio.com
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