Come evitare che il pessimismo altrui limiti la tua realizzazione personale

Ogni volta che abbiamo un’interazione con gli altri, ci esponiamo alla possibilità che essi proiettino su noi i loro sentimenti e le loro credenze. Queste proiezioni possono, naturalmente, influenzare le nostre scelte, non sempre in chiave positiva.

La proiezione è uno strumento psicologico che, a dire il vero, tutti usiamo a vari livelli, per eludere pensieri e sentimenti che ci turbano. Talvolta questo fenomeno ha una sua utilità, ma l’impatto sulla persona su cui avviene la proiezione è concreta.

Che lo si faccia o meno in buona fede, questa proiezione per sua stessa natura implica delle insidie.

Si tratta pur sempre di un’emozione o di un sentimento negativo; di un’insicurezza che può essere contagiosa o di un malumore dovuto ad un’esperienza personale. La proiezione ha luogo per evitare di dover affrontare in prima persona questi conflitti interiori.

In genere, succede poi che il proiettore ignori nella sua totalità gli effetti che questo suo atteggiamento può avere sugli altri.

Quando siamo noi le vittime della proiezione, è bene esserne consapevoli, al fine di proteggersi e impedire che i limiti di qualcun altro possano ostacolare la nostra realizzazione.

Ci sono quindi dei passaggi specifici da seguire, per impedire alla proiezione altrui di influenzare i nostri pensieri e sentimenti.

Riconoscere la proiezione

Riconoscere il problema è il primo passo ed è il più importante da affrontare. Solo dopo aver identificato il fenomeno ci si può proteggere.

Uno dei modi più semplici per riconoscere la proiezione è fare attenzione ai “tu” che vengono pronunciati dall’altra persona. Questa sta cercando, inconsapevolmente o meno, di far ricadere su di noi le sue emozioni e i pensieri negativi, così da non doverli affrontare. Allora insisteranno sul fatto che siamo noi ad avere quella qualità o quel disagio.

Una volta identificata la proiezione, bisogna fermarsi e chiedersi se le parole dette siano almeno in parte vere. Se non lo sono, occorre riconoscerlo, così da evitare sin dal principio di credere che sia anche la nostra verità e cadere vittime dell’influenza altrui. Tutto questo implica che bisogna mettere in discussione i nostri pensieri, domandarci se nascono da noi o se sono affermazioni che non ci appartengono affatto. Quanto prima si è in grado di identificare qualcosa che è stato piantato nella nostra mente dall’esterno e meglio sarà. Altrimenti, metterà radici.

Mettersi nei panni dell’altro

Riconosciuto il fatto che quella dell’altro è una proiezione, è necessario provare a mettersi nei suoi panni, guardare le cose attraverso i suoi occhi, sentire ciò che prova, considerare i suoi pensieri. Perché questa persona si sta comportando in questo modo? Ci sono nella sua proiezione delle insicurezze che lo spingono a dire e a fare determinate cose? Prendere in considerazione tutto questo aiuta a entrare in empatia e ad imparare molto dall’altro. Si inizia a vedere l’essere umano, la sua anima tormentata dal dubbio e dalla paura.

Non identificarsi nella proiezione altrui

Come già detto, una proiezione può infliggere dei danni considerevoli, alterando lo schema di pensiero di chi la subisce, fino al punto di vedere una realtà che non è la sua.

Non sempre il danno è istantaneo. A volte si insinua, per manifestarsi più avanti.

Una volta riconosciuta la proiezione, è necessario imparare a lasciarla andar e venire come una temporanea increspatura nel lago della propria mente. Qualsiasi cosa si dica, le parole devono attraversarci, così come fa il vento quando fruscia tra i rami e le foglie di un albero.

I commenti altrui non sono mai una verità assoluta. Ognuno di noi ha la sua verità. Perciò è bene saper rimanere distaccati dalle osservazioni negative altrui.

Accettare l’influenza esterna

Se la direzione è quella di non lasciarsi influenzare dagli altri, che spesso impediscono con i loro limiti mentali la nostra realizzazione personale, è anche vero che tutti veniamo sempre in qualche modo modellati dal mondo circostante.

Che si tratti di parole o di azioni, tutti noi siamo un prodotto dell’ambiente. Niente di strano, poiché è il risultato naturale dell’interazione tra un organismo e il suo habitat. Questo meccanismo va accettato. La differenza la fa la consapevolezza di quali sono le impronte da rendere permanenti e quali da lasciar sbiadire.

I momenti gioiosi, allora, tratteniamoli quanto più possibile, ma lasciamo le proiezioni dolorose altrui a fluttuare nell’aria, senza farci scalfire.

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Articolo di generazionebio.com
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