Fibromialgia: frutto di emozioni represse e di rigidi schemi famigliari

donna che prova dolore

Ci si sente come spezzate e si ha la forte sensazione che nessuno possa comprendere.

Ci sono delle emozioni inespresse, dietro alla fibromialgia.

Oggi sappiamo bene come siano gli stati emotivi a favorire ogni tipo di disfunzione. Può trattarsi di ipertensione, di disturbi nervosi, o di debolezza cardiaca, ma anche di molto altro. Esplorare e comprendere le emozioni nascoste può contribuire a trasformare la situazione e facilitare un miglioramento ad un livello più profondo. Tutto sta nel comprendere i messaggi sottesi.

Del resto, mente e corpo sono un unicum, nonostante molti vedano ancora il corpo come un contenitore di cui occuparsi solo quando si danneggia, rivolgendosi al medico che lo riparerà. Questo punto di vista è estremamente limitato, perché nega l’aspetto energetico. Tra quel che accade nella mente e ciò che succede nel corpo, non vi è alcuna separazione.

Chi soffre di fibromialgia in genere riporta dei disturbi molto confusi, che gli altri non vedono e a cui, proprio per questo, faticano a credere. La diagnosi di questa problematica è estremamente controversa. Ufficialmente, si parla di fibromialgia di fronte a un gruppo di sintomi e di patologie muscoloscheletriche poco conosciute, che vanno dalla rigidità di muscoli e tendini, fino ad una vasta gamma di disturbi a livello psicologico, ma anche mal di testa e lacune mentali. Colpisce per lo più le donne in un’età compresa tra i 20 e i 50 anni.

Angels Mestre è una donna che ne ha sofferto e che, senza una spiegazione medica, è riuscita a combattere questa problematica e a lasciarsela alle spalle. Dopo questa esperienza, molto ha scritto sull’argomento, nella speranza di essere di aiuto agli altri.

La Mestre spiega che la fibromialgia è il risultato di un conflitto interiore e auto-generato, dove l’organo maggiormente colpito è il fegato, depositario – secondo la tradizione orientale – delle emozioni. Il fegato regola la muscolatura, i tendini, i legamenti, le articolazioni, le vene, le arterie e la vista. E’ inoltre responsabile della depurazione dalle tossine, sia fisiche che mentali.

Per restare in armonia, pensieri, sentimenti, azioni e parole devono essere allineati. Quando si soffre di fibromialgia, alla base c’è una cattiva gestione dei pensieri e delle emozioni, perché la loro energia non viene rilasciata dalle azioni e/o dalle parole. E’ come se l’azione venisse repressa e l’energia dei pensieri e delle emozioni rimanesse bloccata sotto la forma di tensioni, dolore e un’altra varietà di sintomi.

Questo spiega come mai ad esserne colpite sono maggiormente le donne, che sono più emotive e tendono a soffrire di blocchi di questa natura. L’uomo è invece più mentale.

La tematica della repressione delle emozioni affonda probabilmente le sue radici in quella tendenza che le donne maturano già da piccole: quella di essere in qualche modo represse dalla società, per varie ragioni, sociali e culturali.

Da un punto di vista famigliare, la fibromialgia – sicuramente una disfunzione multi-fattoriale – trova la sua origine in modelli culturali, sociali e famigliari molto rigidi, che si sviluppano già dall’infanzia. Il bambino duplica questo schema per sentirsi amato, diventa obbediente e sottomesso e sviluppa una falsa personalità, allontanandosi dalla sua essenza. Non è un caso che, in genere, il bagaglio psico-emozionale che porta con sé il paziente è costituito da orgoglio, mania di perfezionismo, contenimento della rabbia che, se non rilasciata correttamente, può essere devastante per la salute.

Alla luce di questa rilettura, si può partire da queste informazioni per trovare la forza di volontà per fare dei cambiamenti, per trasformare il modo di pensare, sentire e agire per tornare ad essere persone sane, libere e felici.

Cambiare atteggiamento permette di slegarsi dal classico ruolo della vittima e stimola ad assumersi la responsabilità del proprio stato di salute. La chiave sta nel passare da un atteggiamento passivo ad uno attivo, cercando di diventare i protagonisti della propria vita.

Occorre partire dal cambiamento delle abitudini, a cominciare dal cibo. Bisognerà seguire una dieta in grado di purificare il fegato dalle tossine e dai farmaci, ritrovando una nuova energia. Sarà utile passare poi all’apprendimento di una gestione migliore delle emozioni, che permetta di incanalare meglio la rabbia e tutto ciò che ristagna nel fegato. In ultima analisi, si devono sciogliere i modelli di credenze famigliari che nel tempo si sono radicati. Tutto questo, grazie ad un’ampia visione di insieme che non si limita alla soppressione dei sintomi e che può portare ad un miglioramento progressivo della qualità della vita.

In questi casi è auspicabile adottare un approccio di tipo energetico, che è privo di effetti collaterali e non interagisce con eventuali terapie farmacologiche.

Spicca in efficacia, tra le varie possibilità, la cromopuntura secondo Peter Mandel che, attraverso tutti i numerosi strumenti della Medicina Esogetica, può:

  • intervenire per rafforzare il fegato da un punto di vista materiale
  • lavorare sull’aspetto emotivo del fegato
  • sciogliere i modelli famigliari e le credenze che hanno, nel tempo, generato la rigidità che è causa di dolore

Con un percorso ben strutturato e personalizzato, le cui modalità si valutano in studio in base alla storia personale e alla diagnosi energetica DEPT, è possibile ottenere dei miglioramenti sostanziali e riprendere finalmente il controllo della propria vita. Ritrovandone il senso e assaporandola, in molti casi, in maniera molto più profonda rispetto a prima.

D’altra parte, per quanto si parli di fibromialgia come di una patologia della modernità, si può dire che i suoi sintomi sono probabilmente aggravati dallo stile di vita che si adotta oggi. Oltre che dall’imposizione per la donna di eccellere in tutto: nella professione, in casa, in famiglia, nelle relazioni sociali, perdendo così totalmente se stessa e le redini della propria vita.

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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Monica Vadi

Monica Vadi

Terapista e docente base in Cromopuntura secondo Peter Mandel, si è diplomata presso l'Internationales Mandel Institut Für Esogetische Medizin. E' abilitata alla lettura della foto D.E.P.T. (Diagnosi Energetica Dei Punti Terminali) e si è specializzata come Holistic Health Coach / metodo Well Aging Quantico. Vive e lavora a Torino dove riceve su appuntamento. Per fissare una consulenza: [email protected] / +39 392 7650931

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