8 lezioni che si possono imparare grazie ad un fallimento

caffè rovesciato sulla scrivaniaLa società in cui viviamo è letteralmente ossessionata dal successo. Cosa che viene stimata sulla base di fattori assolutamente materiali, come il reddito, l’auto che si possiede, la dimensione della casa, il tipo di lavoro e via dicendo.

E’ chiaro che, stando così le cose, l’ultima cosa che si vorrebbe affrontare è il fallimento. La parola stessa genera un flusso di emozioni negative se ascoltata.

Eppure, ci sono personaggi come Abramo Lincoln, Winston Churchill, Leonardo da Vinci e Albert Einstein – per citarne solo alcuni – che oggi sono considerate le menti più brillanti mai esistite sulla Terra, grazie al contributo che ognuno ha saputo dare al progresso a livello globale. Nessuno si permetterebbe mai di considerarli dei perdenti. Eppure, sono tanti i fallimenti che hanno vissuto nel corso della loro esistenza.

Lincoln, ad esempio, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti, sopportò una serie di insuccessi come perdita del posto di lavoro, fallimento aziendale, tentativi di vincere le elezioni andati in fumo, prima di entrare di diritto nei libri di storia. Lincoln può essere l’emblema del fallimento come lezione di vita preziosa che può portare ad un successo ancora maggiore di quanto si possa immaginare.

Sono molte le lezioni che si possono apprendere grazie ad un fallimento e qui di seguito ne indichiamo solo alcune.

Il fallimento contribuisce a strutturare la persona

Il fallimento, se vissuto nel modo giusto, è in grado di infonderci un grande potere. Basta pensare a tutti quelli – grandi o piccoli – che abbiamo vissuto. Senza di essi che persone saremmo oggi? La realtà è che un insuccesso ci permette di conoscere noi stessi e di strutturare la nostra personalità in maniera da giungere alla meta prefissata al momento giusto.

Il fallimento apre a nuove opportunità

Quante volte commettiamo degli errori, per poi scoprire che sono stati proprio quelli le nostre più grandi opportunità? Può trattarsi di una relazione infelice, grazie alla quale poi abbiamo conosciuto l’amore della nostra vita. Oppure può trattarsi di un lavoro duro, che però ci ha permesso di trovare una posizione professionale migliore. Dopo un fallimento, arriva sempre un grande successo!

Il fallimento è il nostro migliore maestro

Quando andiamo incontro ad un insuccesso, ci troviamo di fronte a ciò che non ha funzionato. Questo ci motiva a correggere il tiro. In qualsiasi campo – scienza, lavoro, sport, relazioni interpersonali – il fallimento è la forza motrice del successo.

Molti conoscono già la storia del cestista Michael Jordan, scartato dalla squadra di basket della scuola; cosa che per l’atleta ha rappresentato la motivazione più forte che gli ha permesso poi di arrivare a giocare nell’NBA.

Il fallimento rende più audaci

La maggior parte di noi teme di fallire in ogni cosa che fa. Accettare di poter fallire richiede coraggio. Una volta che questo accade, però, in genere di si diventa più forti e capaci di superare l’ostacolo.

Il fallimento insegna a persistere

Dopo un fallimento, verrebbe spontaneo arrendersi. Ci vogliono coraggio e determinazione per andare aventi. Eppure, è con la costanza che si arriva al traguardo. Lo insegna la scrittrice JK Rowling, autrice della saga di Harry Potter: per tanti anni tentò di pubblicare il primo libro, ricevendo continui rifiuti da parte degli editori. I quali, oggi, si staranno mangiando le mani, visto còi che è seguito grazie al coraggio di uno di questi di stampare il volume!

Il fallimento stimola il processo creativo

La necessità è considerata la madre di ogni creazione, mentre il fallimento è suo padre. Nulla attiva il processo creativo come un errore.

Quando qualcosa non va, si attiva la parte creativa che c’è in noi e che tira fuori le migliori risorse utili a produrre qualcosa di originale.

Il fallimento è un incentivo a percorrere nuove strade

Steve Jobs non ha mai apprezzato il modello delle grandi aziende, dove regnano le norme sociali e le convenzioni. Fino alla fondazione di Apple insieme a Steve Wozniak, Jobs era considerato poco più di uno sfigato. Cosa che non lo preoccupava minimamente. Fu lui a dire che il modo migliore per rendersi conto che non si ha nulla da perdere è ricordare costantemente che bisogna morire. E allora perché aspettare di rispondere alla propria vocazione?

Il fallimento rende più forti

Non solo gli insuccessi ci rendono persone migliori. Ci portano ad essere anche più forti e resistenti. Quando riesce a superare difficoltà, disagi e incertezze, una persona inizia a sentirsi in grado di affrontare tutto nella vita.

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Articolo di generazionebio.com
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