COME DIFENDERSI DAI GERMI CHE SI ANNIDANO NEGLI AMBIENTI

restaurantUna persona può toccare circa 30 cose diverse in un minuto, svolgendo le proprie normali attività quotidiane.

Questo aumenta le possibilità di contrarre e diffondere germi da e a questi oggetti condivisi con altre persone. Sono molti i luoghi pubblici dove i germi si nascondono, oltre che sulle maniglie delle porte, o sulle superfici della toilette. Eccone alcuni:

MENU DEL RISTORANTE
Alcuni studi condotti dal Journal of Medical Virology riportano che i germi del raffreddore e del virus dell’influenza possono sopravvivere fino a 18 ore su una superficie solida. Quando si consuma un pasto al ristorante, occorre sapere che è meglio non sfiorare con il menu le posate e che è preferibile lavarsi le mani dopo avere ordinato

SPICCHI DI LIMONE
Il Journal of Environmental Health ha scoperto che il 70% dei ristoranti offre frutta contaminata con microorganismo quali Escherichia Coli, batteri fecali e altri che causano microbi. Attenzione quindi agli spicchi di limone nelle bevande o per insaporire le pietanze

DISPENSER PER I CONDIMENTI
Molte persone non si lavano le mani prima di mangiare e possono diffondere i loro germi ai dispenser per sale, pepe, olio e aceto. Afferrarle proteggendosi con un tovagliolo non è sufficiente, a causa della capacità dei microorganismi di attraversarlo.

E’ naturale che non sia possibile non incappare nei germi diffusi dalle persone nell’ambiente, a meno che non si viva dentro una bolla sterile.

Ci sono alcuni accorgimenti da osservare per proteggersi dai luoghi pubblici contaminati.

E’ importante ricordare che la nostra pelle è il migliore sistema di difesa dai batteri esistente in natura. Anche se tocchiamo la maniglia sporca della porta di un bagno, o qualsiasi cosa all’interno della toilette dell’aereo, la nostra pelle ci terrà al sicuro dalle malattie. I batteri e i virus che si sono depositati sulle mani devono prima arrivare al naso, alla bocca o agli occhi per trasformarsi in una vera minaccia. A meno che non si abbia la pelle screpolata o una ferita aperta. E qual è la causa, spesso, della pelle screpolata? Lavarsi le mani in eccesso!

Così, ironicamente, più ci laviamo le mani e applichiamo gel antibatterici e più ci apriamo al rischio di contrarre delle infezioni. Così, se è il caso di lavarsi le mani dopo aver toccato il menu al ristorante, non sarà al contrario il caso di tornare a lavarsi le mani più e più volte fino a farsi screpolare la pelle.

Occorre anche tenere a mente che acqua e sapone semplici sono risultati molto più efficaci di un sapone anti-batterico. Infatti, l’ingrediente attivo di molti antibatterici è il triclosano, un agente che oltre a uccidere i batteri distrugge anche le cellule della cute.

Inoltre, bisogna fare attenzione a eliminare quei batteri che si nascondono, ad esempio, sotto e intorno alle unghie, altrimenti la pratica risulta completamente inutile.

Inoltre, dopo avere lavato le mani, sarebbe opportuno toccare la maniglia della porta con un tovagliolo, per uscire dalla toilette.

Del resto anche a casa nostra vivono intere tribù di germi. Ci sono numerosi studi che dimostrano che si possono trovare sul piano della nostra cucina una quantità di batteri fecali 200 volte superiore a quella che si può riscontrate sulla tavoletta del bagno. Molti germi si concentrano, ad esempio, nella spugnetta con cui laviamo i piatti. Inoltre, una delle pratiche più a rischio è quella di stringere la mano alle persone.

Batteri, funghi e virus sono letteralmente ovunque. Anche dove siete ora, considerato che state leggendo l’articolo davanti al computer, dove squadre intere di germi stanno tenendovi compagnia, non visti, sulla tastiera, sul mouse, sulla scrivania. Il punto è che, anche a fronte di qualsiasi precauzione igienica, è impossibile sfuggire ai germi.

C’è però un modo più efficace di qualunque altro per difendersi: supportare il sistema immunitario. Questo è possibile in molte maniere: dormire bene e tenere lontano lo stress, fare esercizio fisico regolare, evitare zuccheri e farinacei e optare per il cibo biologico.

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Articolo di generazionebio.com
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