Come usare l’energia degli alberi per guarire

campo energetico di un alberoSe impariamo a guardare oltre la materia, diventiamo capaci di cogliere delle sfumature più profonde della realtà in cui siamo immersi.

Gli alberi, ad esempio, non solo assorbono l’anidride carbonica e la trasformano in ossigeno. I maestri taoisti lo sanno molto bene: gli alberi sono anche capaci di assorbire l’energia negativa e trasformarla in positiva.

Gli alberi sono profondamente radicati nella Terra, ma allo stesso tempo salgono verso il cielo. Pertanto, assorbono sia l’energia della Terra che la forza universale del Cielo.

Sappiamo bene come le piante assorbano la luce, da cui traggono nutrimento. Le loro esigenze di acqua e sali minerali sono pari solo al 30%.

Gli alberi come guaritori

Le piante sono l’elemento terrestre più grande e spiritualmente elevato che ci sia. Gli alberi sono costantemente in meditazione e il loro linguaggio naturale è l’energia sottile. Più si impara a comprendere questa lingua, più profonde diventano le relazioni con essi.

Le piante sono in grado di aiutarci ad aprire i canali energetici e a coltivare la calma, la presenza e la vitalità. In cambio, possiamo aiutarli a eliminare i loro blocchi e tutte le parti devitalizzate. Possiamo sviluppare una relazione reciproca benefica, che merita di essere coltivata.

Come scegliere l’albero giusto con cui lavorare

Nel corso della storia, gli esseri umani hanno utilizzato ogni parte dell’albero per produrre dei rimedi per la guarigione. In genere si ritiene che, a questo scopo, gli alberi migliori siano i pini e tutte le specie più grandi.

Queste piante irradiano grande forza vitale, nutrono il sangue, rafforzano il sistema nervoso e sostengono la longevità, nutrendo allo stesso tempo anima e spirito.

I pini sono degli alberi immortali e molte poesie e dipinti antichi sono impregnati dall’ammirazione che le civiltà di un tempo avevano per loro.Se è vero che i pini sono la scelta migliore, anche molti altri tipi di piante o di alberi si possono usare. Quelli più grandi contengono il massimo di energia; i migliori sono quelli che si trovano accanto a dei corsi di acqua.

Cipressi e cedri

Abbassano la temperatura e alimentano l’energia Yin.

Salici

Aiutano a combattere i venti secchi per eliminare l’umidità in eccesso dal corpo; riducono la pressione sanguigna e rafforzano il tratto urinario e la vescica.

Olmi

Calmano la mente e rafforzano lo stomaco

Aceri

Combattono i venti secchi e aiutano a ridurre il dolore

Non bisogna per forza andare nella foresta per trovare l’albero giusto con cui lavorare. Questi tipi di piante si possono facilmente trovare anche nei parchi delle grandi città e sono ugualmente benefici.

Bisogna però prestare attenzione alla dimensione dell’albero: se è troppo piccolo, non avrà abbastanza energia per agire a scopo curativo; se è troppo grande, si presenterà il problema opposto. Meglio dunque scegliere un albero robusto e di media grandezza, affinché si verifichi un’interazione positiva.

Come stabilire una connessione con un albero

Esistono dei modi precisi per avvicinarsi, interagire e poi lasciare l’albero. E’ meglio seguire una specifica progressione, una sorta di rito silenzioso che aumenti il potenziale dell’interazione armoniosa.

Ogni albero ha una sua personalità, i suoi gusti e il suo “comportamento”. Alcuni sono molto generosi e offrono con piacere la loro energia. Alcuni sono invece malati, o deboli e hanno bisogno che siamo noi a dedicare loro la nostra attenzione per guarirli. Alcuni sono anime amichevoli che gradiscono la compagnia umana. Altri sono indifferenti, o solitari.

Quello che conta è operare con pieno rispetto, senza forzare nulla per i nostri scopi.

Gli albero operano su una scala diversa rispetto a quella umana. Il rapporto può impiegare molto tempo prima di instaurarsi. Si può cominciare a visitarlo regolarmente, per rompere il ghiaccio e permettere all’albero di conoscerci fino, addirittura, a sentire la nostra mancanza.

Deve esserci sensualità e tenerezza nella comunione spirituale che si instaura con un albero. Non serve tenere il controllo: basta lasciarsi andare, rilassarsi e sciogliersi in quella comunione. Sarà l’albero stesso a guidarci verso la nostra introspezione, quella che sostiene la guarigione.

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Articolo di generazionebio.com
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