Medici britannici pronti a prescrivere ai pazienti lezioni di arte e visite ai musei

Un’iniziativa veramente ambiziosa è stata rivelata di recente dal segretario di stato britannico alla salute Matt Hancock. In base a questo progetto, i medici in Gran Bretagna potrebbero presto poter prescrivere dei trattamenti terapeutici basati sull’arte o sulle passioni del paziente.

Questa strategia non convenzionale promossa dal governo britannico come prescrizione sociale potrebbe quindi tradursi presto in pazienti arruolati in lezioni di danza o di canto, oppure impegnati semplicemente ad ascoltare una playlist musicale personalizzata a scopo terapeutico.

Hancock spiega che questo modo di promuovere la cultura ai fini del riequilibrio della salute, a scapito dei farmaci in molti casi, ha anche un ruolo preventivo. Le persone sono spesso sottoposte ad una medicalizzazione eccessiva, che comporta diverse controindicazioni.

Questa proposta arriva al termine di un programma molto ampio relativo alla prevenzione sanitaria e prevede la creazione di un’Accademia Nazionale che prepari i medici generici e i terapisti ad offrire una guida seria per indirizzare il paziente verso un hobby, uno sport o un’attività artistica che ne supporti la guarigione.

I benefici medici dell’arte sono del resto molto ben documentati da diversi studi in questo ambito ed è ormai difficile negare che un coinvolgimento artistico del paziente comporti un miglioramento sia della sua salute fisica che di quella mentale.

Una campagna analoga è stata lanciata anche in Canada: tutti i membri dell’associazione medica di Montreal, la MdFC, hanno ottenuto l’autorizzazione a distribuire delle ricette che consentano ai pazienti e ad un numero limitato di amici, famigliari e tutori di visitare gratuitamente il museo delle Belle Arti di Montreal. L’iniziativa si basa su diverse ricerche che suggeriscono come le visite al museo aumentino i livelli di serotonina, offrendo un rapido miglioramento dell’umore.

Nel Regno Unito si farà molto di più: le prescrizioni comprenderanno molteplici percorsi: dalle attività sociali come le lezioni di cucina, ai giochi di gruppo come la tombola, oppure il giardinaggio, fino a iniziative maggiormente focalizzate sulla cultura, come le visite ai musei o la partecipazione a specifici concerti.

Il progetto partirà non appena sarà trovata una soluzione legata all’accessibilità finanziaria sostenibile di queste attività, per evitare che le persone meno abbienti ne siano escluse.

Naturalmente, lo scopo è integrare un nuovo approccio, non quello di sostituire le forme più tradizionali di trattamento. I due percorsi, quello supportato dai farmaci e quello a indirizzo ludico e artistico, devono procedere parallelamente.

Questo piano è probabile che possa vedere la sua totale attuazione nell’arco di un lustro, anche se in alcune zone dell’Inghilterra sono già partiti alcuni programmi pilota indirizzati alle neo mamme e ai bambini.

Hancock ha osservato come le arti vadano valorizzate sempre di più, perché sono essenziali per la salute e il benessere.

L’accesso alle arti migliora la salute fisica e mentale delle persone. Ci rende più felici e più sani.

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Articolo di Monica Vadi per generazionebio.com
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