Ciao, sono il tuo sintomo e sono qui per aiutarti ad essere felice

Mi chiamo sintomo di cognome, ma di nome posso fare mal di stomaco, reumatismo, asma, rinite, mal di schiena, emicrania, tosse, mal di gola, sciatica … la lista potrebbe continuare all’infinito.

Mi sono offerto io volontario per fare il lavoro sporco: ti porto delle notizie apparentemente spiacevoli.

Tu non mi comprendi. In pochi riescono a farlo, a dire il vero. Pensate tutti che io voglia infastidirti, rovinare la tua vita, limitarti. Eppure è proprio il contrario ciò che io voglio.

Purtroppo però, per farmi comprendere devo in qualche modo urlare, affinché tu distolga l’attenzione da tutto il resto e mi ascolti.

Non posso essere appena accennato, altrimenti non baderesti a me. E proprio qui starebbe l’errore principale: ignorarmi.

Per questo motivo inizio a sussurrare, poi ad alzare la voce e poi arrivo a colpirti in maniera aggressiva. E tu mi odi, tutti lo fate. Vi lamentate di me, della presenza sul vostro corpo. Nessuno si prende la briga di fermarsi un attimo e capire perché sono arrivato proprio da voi.

Al contrario, tutti vi fate in quattro per mettermi a tacere. Mi implori di scomparire con i farmaci. Ma io sono irremovibile. Spendi un sacco di denaro per annullarmi. Ma non mi faccio abbattere facilmente, perché io ho una missione da compiere: farti comprendere il messaggio.

Sono come l’allarme della sirena del Titanic, quella che tenta in mille modi di dirti che c’è un iceberg contro sui stai per scontrarti e a causa del quale affonderai.

Probabilmente è fastidioso, adesso, leggere le parole che ti sto scrivendo. Ma è il mio ultimo tentativo. Ora sarai annoiato e frustrato dalla mia costante e caparbia presenza. Lo comprendo bene. Conosco a meraviglia il mio lavoro e gli effetti che posso suscitare.

Quello che ancora non hai compreso è che tu sei l’unico che può staccarsi da me. Sta a te non avere più bisogno della mia presenza. Dipende da te: prima deciderai di ascoltarmi e di analizzare ciò che ti sto dicendo, prima ti libererai di me.

Quando decido di comparire nella tua vita, lo faccio perché tu diventi consapevole di avere trattenuto un’emozione così a lungo che il tuo corpo non è più in grado di tollerarla, a meno che tu non scelga finalmente di analizzarla e di risolverla. Ogni volta che percepisci di essere in mia compagnia, dunque, dovresti prenderti la briga di chiederti

perché questo sintomo è comparso nella mia vita?

cosa vuole dirmi?

perché proprio adesso?”

Se scegli finalmente di compiere questo lavoro di esplorazione ma ti limiti a farlo razionalmente, non arriverai lontano. Occorre che tu inizi a scendere più in profondità, fino a raggiungere il tuo inconscio e il tuo cuore.

Quando mi manifesto, impegnati ad analizzare quello che sto cercando di dirti, così che tu possa finalmente riconoscere il ruolo che svolgo e che credo di fare – e non lo dico per vantarmi – in maniera eccellente. Più rapidamente lo farai e più velocemente io abbandonerò il tuo corpo, lasciandoti a vivere la tua vita in modo più felice e armonioso di prima.

E più ricercherai e meno spesso verrò a trovarti, fino al giorno in cui addirittura non mi vedrai né sentirai più. Magari farò ancora qualche sussurro ogni tanto, ma sarà solo per farti raddrizzare il tiro tutte quelle volte che devierai leggermente dal tuo percorso. Capita. E io sarò lì pronto a mostrarti la via.

Non preoccuparti di lasciarmi disoccupato. Per quanto bravo sia a svolgere il mio mestiere, a me non fa impazzire. Preferirei sinceramente fare altro. Ma ogni volta che mi costringi a farlo, devo tornare. Se torno, rifletti, chiediti il motivo della mia visita. Non esibirmi con gli amici e con i familiari come se io fossi un trofeo. Non voglio più sentirti dire quelle frasi che mi fanno comprendere che ti identifichi con me, oppure che non mi sopporti più. Questo atteggiamento non fa che mostrare le tue debolezze e impedirti di capire te stesso.

Non sono un tuo nemico, sono forse il migliore degli amici che puoi avere, perché appaio per renderti consapevole, per riflettere, per cambiare ciò che non va nella tua vita, per abbandonare quello che ti sta stretto anche se non lo vuoi ammettere. Perciò ascoltami, comprendimi, rifletti e agisci. Se farai questo io me ne andrò subito dopo. E tu sarai un uomo libero. Felice. E realizzato.

In fede,

il tuo sintomo

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Articolo di generazionebio.com
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