Il ricordo delle esperienze degli antenati si può tramandare per generazioni

Capita a volte che emergano in noi dei ricordi vividi, che non siamo però in grado di riconoscere come davvero nostri. Un esempio banale può essere quando visitiamo un luogo nuovo e, appena arrivati, lo percepiamo come famigliare, come se ci fossimo già stati e avessimo vissuto delle esperienze proprio lì. Ma si può trattare di ricordi di esperienze traumatiche, non vissute in prima persona.

Questi ricordi potrebbero essere quelli dei nostri genitori, o dei nostri nonni.

Delle ricerche molto recenti hanno permesso infatti agli scienziati di comprendere che anche i ricordi si possono ereditare. Inoltre, ci sono i presupposti affinché il loro trasferimento venga abilitato o disabilitato a piacere.

Cos’è l’epigenetica

Per comprendere tutto questo, occorre entrare nel campo dell’epigenetica, ovvero lo studio dei cambiamenti ereditari nell’espressione genica. Secondo questa branca della ricerca, si è scoperto che gli effetti delle esperienze traumatiche possono essere osservate anche nelle generazioni successiva.

Come viene trasferita questa memoria?

Uno studio pubblicato sulla rivisita Cell, condotto dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv descrive il meccanismo che permette di abilitare o disabilitare questo trasferimento di memoria.

Il meccanismo di trasferimento della memoria epigenetica

Il Dr. Oded Rechavi, a capo di questo studio, ha spiegato che in precedenza era stato dimostrato che i vermi, dopo che i loro genitori avevano avuto delle infezioni virali e vissuto momenti di carestia, hanno ereditato il piccolo RNA, in grado di aiutare i piccoli ad affrontare una difficoltà analoga.

E’ stato ora identificato un meccanismo che rafforza questo piccolo RNA per generazioni. Per creare nuovi piccolo RNA e permettere una risposta nelle generazioni successive, sono necessari degli enzimi chiamati RdRP.

I ricercatori sono stati allora in grado di isolare i geni responsabili dell’inclusione o della rimozione della trasmissione epigenetica. Questi geni sono stati battezzati MOTEK (Modified Transgenerational Epigenetic Kinetics).

Uno studio del genere, pur condotto sui vermi, senza dubbio apre le porte a nuove strade nella ricerva genetica sugli esseri umani, che presto potrebbero svelare nuovi segreti in merito alla biologia umana.

A fare seguito a queste scoperte, infatti sono già stati progettate nuove ricerche sui geni MOTEK, per conoscere in modo approdondito come venga influenzata la durata dei loro effetti epigenetici. Inoltre, sono stati pianificati anche ulteriori studi per trovare una conferma a proposito di eventuali meccanismi analoghi presenti negli esseri umani.

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Articolo di generazionebio.com
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