Riflessioni sul bisogno ossessivo che abbiamo di aiutare gli altri

Aiutare una persona che sta annegando, qualcuno che è caduto per strada o il bambino che ha difficoltà a vestirsi è una cosa buona e giusta.

Qualsiasi piccolo incidente dove possiamo intervenire e prestare il nostro aiuto è da tenere in considerazione senza rifuggire.

Ci sono però delle situazioni dove una persona vicina sta attraversando una crisi, oppure si trova di fronte a una lezione importante da imparare e va lasciata da sola.

Non per egoismo, superficialità o cinismo improvvisi. Ma perché è giusto così.

Certe cose, per superarle, vanno affrontate da soli.

La più grande sfida in qualsiasi relazione è quella di consentire alla persona amata – che si tratti di un genitore, del coniuge, di un figlio o di un amico – di far fronte alle proprie difficoltà, fidandosi del proprio modo di agire.

Il costante bisogno di dare consigli non richiesti o di aiutare qualcuno che non ce lo ha domandato risulta essere più lesivo che di sostegno.

Spesso alle persone si para davanti una sfida affinché scopra la propria forza interiore e prenda le sue decisioni.

Come mai sentiamo questa spinta ossessiva a essere coinvolti? Perché è così dura rimanere seduti in silenzio senza intervenire?

E’ molto semplice: quel bisogno deriva da quelli che sono i nostri punti deboli, non da quelli degli altri. E’ come se fossimo noi a percepire i nostri angoli oscuri e ad esserne spaventati.

Continuando ad insistere con la sindrome della crocerossina, non faremo altro che proiettare sugli altri le nostre esperienze irrisolte, ma non è così che funziona.

E’ un grande lavoro su di sé imparare questa lezione.

Ogni volta che una persona cara soffre, se ci chiede aiuto facciamo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per fornire il nostro sostegno neutrale.

Ma quando soffre senza afferrare la mano che le stiamo tendendo, fermiamoci. Tutti abbiamo la nostra lezione da imparare di fronte ad ogni evento della vita. E spesso dobbiamo farlo da soli.

Quella stessa persona, quando avrà superato l’ostacolo, sarà anche la stessa che tornerà da noi ringraziandoci per la nostra presenza silente e per il rispetto del suo spazio personale.

Riflettiamoci su. Non sempre voler far del bene a tutti i costi è funzionale alla riuscita di qualcosa.

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Articolo di generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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