Meditazioni guidate: dall’ascolto a un’espressione nuova di noi stessi

Ascolta

È ciò che ci dicono quando vogliono indurci al silenzio, quando vogliono crearsi un varco tra i nostri discorsi e i nostri pensieri.

Quante volte ascoltiamo, nella nostra vita?

O, per lo meno, quante volte abbiamo ascoltato?

Tutte le volte in cui abbiamo fatto spazio a un input, a una suggestione, a un comando. Tutte le volte in cui ci siamo predisposti a conoscere una nuova storia, o a raccogliere un suggerimento, una richiesta, una preghiera.

Ascolta.

Oggi non parliamo di parole. Ne hai ascoltate così tante. Forse addirittura le hai già sentite tutte, almeno una volta nella tua vita.

Ascolta, oggi spegniamo il mondo e iniziamo a sentirci parte di esso.

Sentiamoci, non sentiamo altro che noi stessi, per una volta.

Ascolta, cosa c’è di così importante, lì fuori?

Perché tutto sembra così reale, così statico, così invincibile?

E se tu sparissi tra questo respiro e il prossimo, davvero tutto questo ti sopravvivrebbe?

Credi davvero di essere un elemento in mezzo a miliardi di altri elementi venendo meno alla somma dei quali lasceresti tutto intatto?

Perché credi questo?

Cosa ha fatto in modo che tu iniziassi a credere che il tuo essere fosse separato da quello della persona con cui stai parlando, da quello della persona che si trova dall’altro capo del mondo – e a cui continui a pensare – dal passato, dal futuro, dal presente del tuo capo e del tizio appiccicoso con cui hai smesso di litigare due ore fa?

Ascolta. Cosa credi di essere?

Potresti pure credere di essere la persona più affascinante e capace del mondo, ciò non escluderebbe che – nel contempo – staresti credendo di essere solo una tessera tra miliardi di miliardi di tessere del mosaico. Al limite attribuiresti a una tua eventuale scomparsa il potere di rendere meno ricco il contesto, ma il quadro generale resterebbe, e continuerebbe a essere pienamente riconoscibile.

Senza-di-te.

Per quanto in alto tu possa spingere la tua ambizione, resteresti un solo misero elemento tra una quantità spropositata di simili miseri elementi.

Ascolta, hai ragione.

Hai perfettamente ragione.

È quello che vedi, è quello che c’è.

Nulla di ciò che vedi potrebbe convincerti del contrario.

Per questo, ascolta, chiudi gli occhi e ascolta.

Non qualcosa. Non qualcuno. Ascolta TE.

Togli peso alle cose.

Porta pian piano la tua attenzione su elementi via via più semplici. Il respiro. Il battito del cuore.

Come fai a sentirli se ascolti sempre soltanto le parole?

È come scendere dal pelo dell’acqua su cui galleggi al mare, con le braccia e la faccia rivolte al sole, verso profondità sempre più magnetiche.

È il centro della Terra che ti chiama, è il centro di Te che ti reclama.

Ascolta, qui nessuno ti giudica, qui niente ti conosce per l’elemento che eri.

Qui – indovina? – più vai giù più ti spogli, più abbandoni più rispecchi ogni cosa, ogni singola cosa.

Più perdi, più vinci.

Più taci, più ricevi.

È il viaggio che propongono le cinque tracce audio dell’esercizio dell’Intelletto del programma Well Aging Quantico.

Definirle dei semplici strumenti di rilassamento e recupero energetico sarebbe riduttivo.

Quando cerchiamo di rilassarci o di sentirci meglio con noi stessi in riferimento agli altri e ai nostri impegni, in realtà stiamo ammettendo la nostra impotenza, stiamo riconoscendo che la somma indistinta di tutti gli elementi che premono ai confini della nostra sfera di influenza ci sta schiacciando.

Allo stesso loro livello, non potremmo farci niente.

Sembriamo sconfitti, e lo siamo.

Non vogliamo stare a sentire, a vedere altro.

Ma se iniziamo a fermarci, ad ascoltare il battito della Terra e il suono del respiro della Vita… la volta successiva la strada si farà più semplice, più immediata.

Col tempo e con i progressivi ritorni a uno stato in cui tutto è più semplice e leggero, interiorizzeremo la consapevolezza dell’esistenza non di uno strumento di benessere a nostra disposizione ma di un livello di benessere costantemente alla portata della nostra attenzione.

Ricordiamo: l’energia va dove va la nostra attenzione.

Se so di avere dentro di me un livello di esistenza che attraversa tutti gli elementi passati, presenti e ipotizzabili che potrebbero soverchiarmi, se inizio a frequentarlo sempre più spesso e a notarne gli effetti sulle mie sensazioni, sulle mie emozioni e – di conseguenza – sulle mie esperienze, allora ciò che vedo, ciò che mi si dice di ascoltare, cambierà.

E non dovrò fare alcuno sforzo di fantasia, di immaginazione: non dovrò convincermi, o farmi convincere, di niente.

Dovrò solo prendere atto dei cambiamenti che avrò sotto gli occhi.

C’è un vecchio detto popolare che recita grossomodo così: dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei.

Chi frequentiamo lascia un’impronta nella nostra vita, perché elementi simili tendono ad attrarsi, a modellarsi a vicenda.

Funziona nella società, ditemi che non è vero!, nella politica, nelle scuole, nelle classi, nelle cerchie di amici. Perché non dovrebbe funzionare allora nell’ambito delle frequenze energetiche, che compongono il linguaggio stesso dell’Universo?

Se un giorno, da elemento disperso e bistrattato da una somma indeterminata di determinati elementi, iniziassimo a sentire, a percepire, a essere – semplicemente a essere – come ciò che ascoltiamo nel fondo della nostra innegabile, basica similarità all’Universo… io non vorrei essere nei panni della restante incalcolabile quantità di elementi che oggi ci sembrano così reali.

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Articolo di Margherita Cardetta per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Margherita Cardetta

Margherita Cardetta

Margherita Cardetta è nata a Gioia del Colle il 3 luglio 1978. Dopo la maturità classica ha proseguito con gli studi umanistici conseguendo la laurea in Lettere Moderne e una Laurea Triennale in Filosofia, presso l’Università di Bari. Parallelamente ha continuano ad arricchire e a stimolare la sua vita anche al di fuori degli ambiti accademici, considerando proprio la vita di ognuno di noi la vera università e il vero banco di prova per qualunque ricerca, da portare avanti con interesse e passione, per trovare la “chiave magica” per la serenità dell’anima.

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