12 miti da sfatare sulla pratica Mindfulness

Sempre più persone sentono parlare di consapevolezza e di Mindfulness, ovvero dell’idea di focalizzare l’attenzione sul presente, mantenendo un atteggiamento di apertura e di accettazione verso tutto ciò che accade, in modo da ridurre la sofferenza e vivere una vita migliore.

Negli ultimi decenni, l’interesse per la Mindfulness è aumentato fino a diventare molto utilizzata come pratica utile anche nelle terapie cognitivo-comportamentali. Questo grazie alla sua efficacia nella riduzione dello stress e nel trattamento di ansia e depressione, oltre che ad una vasta gamma di altre condizioni.

La tendenza di molti è però ancora quella di rifiutare la Mindfulness, così come si rifiuta qualsiasi cosa nuova che non si capisce. Specialmente quando attorno a questa ci sono delle false credenze e dei miti da sfatare. Ciò che segue aiuterà a risolvere molti pensieri equivoci su questa pratica, stimolando magari qualcuno in più ad avvicinarsi e provare.

1. Mindfulness e pensiero positivo non sono la stessa cosa

Quando si pratica la mindfulness, l’essere accetta ogni suo stato mentale: quello buono, quello cattivo e quello neutro.

2. La Mindfulness non dà soluzioni rapide

Per eseguire questa pratica, occorrono disciplina e tempo per deprogrammare i vecchi modelli di vita. Per questa ragione è indispensabile lasciare andare ogni aspettativa, essere pazienti e avere fiducia nel processo.

3. La Mindfulness non è una cura miracolosa

Questa pratica non eliminerà stress e dolore. Se però la seguiamo regolarmente, cambierà il nostro modo di relazionarci alla vita, soprattutto nei momenti difficili. Non bisogna evitare i sentimenti spiacevoli, quanto rimanere presenti ogni volta che li proviamo, in modo da relazionarci in modo diverso con essi. Si impara ad accettare quei sentimenti, si prende atto che ci sono e poi li si lascia andare, evitando così quella sofferenza ulteriore di cui siamo noi soli la causa.

4. La Mindfulnes non ha niente a che vedere con la religione

Sebbene si fondi su pratiche buddiste, alcuni degli insegnamenti cardine della Mindfulness derivano dalle antiche scritture ebraiche e oggi vengono insegnate in ambienti laici.

5. Praticare la Mindfulness non significa imparare a rilassarsi

Quando si pratica la Mindfulness può capitare sia di rilassarsi che di non riuscirci. Questo non significa che si stia sbagliando. Questa tecnica non ha lo scopo di far raggiungere uno stato mentale particolare, ma semplicemente di notare l’esperienza che stiamo vivendo nel presente, qualunque essa sia.

6. La Mindfulness non vuole portare a svuotare la mente dal pensiero cosciente

Quando si pratica, si impara piuttosto a vedere i pensieri come eventi mentali che passano, in maniera da rispondere e interpretarli con maggiore consapevolezza.

7. “La mia mente è troppo caotica per meditare” è una credenza comune: la natura stessa della mente è quella di essere impegnata e costantemente alla ricerca di nuove cose

Quando pratichiamo la Mindfulness, impariamo a lasciare andare i pensieri tornando al punto di messa a fuoco (può trattarsi del respiro, o di un suono). La nostra mente dopo un po’ tornerà a vagare. Appena ci si rende conto di questo, le istruzioni sono le stesse: si riconosce la cosa e si riporta dolcemente l’attenzione al punto di messa a fuoco, senza alcun giudizio.

8. Quando si parla di vivere nel presente non si intende vivere senza alcun riguardo per il futuro e le sue conseguenze

Vivere nel momento presente significa semplicemente prestare attenzione all’esperienza che stiamo vivendo in quel preciso istante. Il passato è già avvenuto e non si può cambiare. Il futuro sarà invece determinato da ciò che facciamo ora. Quindi il momento presente è l’unico che offre l’opportunità di fare qualcosa di diverso.

9. I benefici della Mindfulness si sperimentano solo se la pratica è regolare

Poco e spesso è meglio che più a lungo e occasionalmente. E’ meglio tessere il paracadute facendo della Mindfulness una parte importante della nostra vita, anziché ricorrervi solo quando le cose si fanno complicate, sperando che sia la panacea di ogni male.

10. Meditare non significa solo praticare da seduti o camminando

Si può meditare in maniera informale in ogni occasione, prestando intenzionalmente attenzione all’esperienza che stiamo vivendo, senza giudicarla. Ogni volta che vogliamo stare nel momento presente, basterà anche evitare di pensare al lungo elenco di cose da fare o a qualcosa che è già accaduta. Cerchiamo semplicemente di essere.

11. Non esiste un modo giusto o sbagliati di essere consapevoli

Molti insegnanti di Mindfulness suggeriscono che esiste un modo giusto o migliore per eseguire questa pratica. La verità è che la consapevolezza è un’esperienza personale soggettiva: ciò che funziona per una persona, può non funzionare per un’altra.

12. L’apprendimento della Mindfulness non è un processo lineare

Spesso le lezioni si devono apprendere più e più volte. In alcuni momenti l’attenzione sarà più focalizzata di altre. Praticare la Mindfulness è un’esperienza che dura tutta la vita e che può offrire infinite opportunità di apprendimento e di crescita.

Se si riesce a rompere il muro delle credenze sulla Mindfulness, che altro non sono che miti, la nostra vita può essere vissuta in maniera più profonda. Questa è una pratica stimolante, basta eseguirla in modo coerente, senza avere dubbi basati su miti infondati.

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Articolo di generazionebio.com
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