PROTEGGERSI DALLE RADIAZIONI CON IL GLUTATIONE

radioactivityAbbiamo seguito con ansia gli effetti del terremoto in Giappone, devastato dallo tsunami e dall’emergenza atomica che si è scatenata a causa dei danni ad alcuni impianti nucleari dislocati sull’isola.

Un’emergenza non soltanto nipponica, ma un pericolo a cui tutto il mondo potrebbe andare incontro. Il rischio di esposizioni alle radiazioni è molto alto.

Le ricerche sugli effetti della radioattività sul corpo umano sono avanzate moltissimo nell’ultimo secolo, avvalendosi soprattutto di casi drammatici come il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki o il disastro di Chernobyl. Gli effetti sono sia immediati che tardivi.

Gli effetti immediati sono quelli che, al di sopra di un certo valore di dose, si manifestano indistintamente a tutti coloro che sono stati irradiati, entro un tempo di solito assai breve (non più di qualche giorno o qualche settimana), e per cui la gravità dei danni aumenta con l’aumentare della dose.

L’esposizione a dosi più o meno elevate di radiazioni ionizzanti può avere effetti a lungo termine che possono provocare cancro o leucemia.

A causa di ciò che sta avvenendo in queste ore in Giappone, molti si domandano cosa fare per proteggersi di fronte a eventi di tale gravità, se sottoposti a livelli elevati di radiazioni e a rischio di contaminazione.

Ci sono alcuni accorgimenti precauzionali da adottare, ancora non ampiamente studiati, ma senza alcun dubbio non dannosi. Vale la pena illustrarli.

    • IODURO DI POTASSIO: se ne sta sentendo parlare molto in questi giorni. Il governo giapponese ha distribuito alla popolazione, in forma preventiva, un’elevata quantità di pastiglie. Questa sostanza va a proteggere in modo particolare la tiroide. Si può reperire sia in pillole che in gocce e una dose consente una protezione pari a 24 ore.
    • GLUTATIONE: sappiamo, poiché è stato ampiamente studiato, che le radiazioni sono la causa del 3% dei casi di cancro. Quando si è esposti a radiazioni, si forma una tipologia molto dannosa di radicali liberi, definiti ossidrili. Molte ricerche hanno dimostrato che le proprietà disintossicanti del glutatione giocano un ruolo chiave nella neutralizzazione di questi radicali. Non a caso molti oncologi prescrivono una terapia al glutatione a quei pazienti che si stanno sottoponendo a trattamenti contro il cancro, come la radioterapia. La depurazione che deriva dai livelli accresciuti di glutatione danno una mano al paziente a tollerare meglio questo genere di trattamenti. Dalla Svizzera alla Germania, dall’India alla Spagna, sono stati condotti molti studi in tutto il mondo sugli effetti benefici del glutatione in caso di danni causati dalle radiazioni. Livelli troppo bassi di glutatione possono aumentare il rischio di sviluppare un cancro dovuto all’esposizione. I pazienti sottoposti ai trattamenti contro il cancro hanno manifestato effetti collaterali più forti e più danni causati dalla radioterapia, quando presentavano livelli bassi di glutatione.

      E’ stato dimostrato, quindi, che il sistema immunitario è maggiormente in grado di resistere agli effetti negativi della radioterapia se in precedenza sono stati rinforzati i livelli di glutatione nell’organismo. Il punto è quindi, agire sulla disintossicazione. Quindi, per riassumere, dopo un’esposizione a radiazioni, una delle cose migliori e più sagge da fare è affidarsi a una formula con proprietà chelante, come il glutatione, in grado di legare le particelle radioattive e condurle in fretta fuori dall’organismo.

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Articolo di generazionebio.com
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