PROGETTO HAARP O EFFETTO SERRA?

haarp-pLa tecnologia HAARP è basata su una scoperta avvenuta un centinaio di anni fa ad opera di Nikola Tesla.

HAARP è l’abbreviazione di High Frequency Active Auroral Research Program, un’installazione civile e militare in Alaska per la ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera e della ionosfera. Molte sedi HAAARP sono sorte negli ultimi anni in molte parti del mondo, Italia compresa. Un altro scopo è la ricerca sulle comunicazioni radio per uso militare. L’impianto HAARP è costituito da un trasmettitore capace di trasmettere onde elettromagnetiche.

Alcune teorie del complotto, prive finora di riscontri oggettivi e smentite da tutte le comunità scientifiche, vedono in HAARP un progetto volto a perseguire presunti scopi occulti, che andrebbero dalla realizzazione di un’arma elettromagnetica per creare terremoti al controllo climatico.

Negli ultimi 15 anni tutti noi siamo stati testimoni di terrificanti eventi naturali e sono in molti a sostenere che essi siano stati creati artificialmente da questa diabolica struttura globale. Sulla rete esiste una documentazione accurata che mostrerebbe un’attività singolarmente elevata delle emissioni HAARP in concomitanza con i terremoti distruttivi degli ultimi anni, da quello che ha colpito Haiti fino al più recente in Giappone.

Molti portano a riflettere anche solo sugli eventi accaduti dal primo dicembre 2010 al 10 gennaio 2011: le alterazioni innaturali del clima oppure l’inspiegabile moria di centinaia di migliaia di animali in tutto il mondo.

Non è questa la sede più adatta per affrontare il discorso, ma consigliamo di approfondirlo grazie a tutti gli strumenti che il web mette a disposizone.

Quel che è certo è che negli ultimi anni sempre più scienziati hanno dedicato le loro ricerche alle possibili correlazioni tra il riscaldamento globale e eventi naturali disastrosi, come i terremoti. Come? La risposta starebbe nello scioglimento dei ghiacciai.

Per quanto possa sembrare un’esagerazione, abbiamo fondati sospetti che ci sia un’interazione negativa fra alcune conseguenze dell’effetto serra e la dinamica della crosta terrestre, al punto da fare aumentare la frequenza con cui si verificano i fenomeni sismici e l’attività eruttiva di alcuni vulcani

afferma Patrick Wu, geologo all’università di Alberta, Canada, da tempo impegnato nello studio di possibili correlazioni fra global warming e fenomeni geologici. Il meccanismo di attivazione è complesso ma plausibile, spiega il ricercatore canadese. Il riscaldamento globale sta provocando un accelerato scioglimento dei ghiacciai. Enormi masse di ghiaccio si trasformano in acqua e questo flusso, se da un lato va ad accrescere il livello dei mari, dall’altro alleggerisce la crosta terrestre. Di fatto sta crollando la pressione che veniva esercitata dagli enormi spessori di ghiaccio per effetto del loro stesso peso. Tanto per fare un esempio, si valuta che la Groenlandia, nell’ultimo decennio, sia arrivata a perdere, ogni anno, 51 miliardi di metri cubi di ghiaccio e che questo tasso sia in costante aumento. Se si considera che ogni metro cubo di ghiaccio pesa circa una tonnellata, si può calcolare quanto sia enorme lo spostamento di masse, e quindi di pressioni, da alcune regioni della superficie terrestre ad altre.

Abbiamo potuto constatare che la pressione naturalmente esercitata dai ghiacci sulla crosta terrestre è, in qualche misura, un fattore limitante dei terremoti

spiega il professor Wu. All’opposto la progressiva scomparsa di queste pressioni, crea squilibri dinamici nella crosta e riattiva le faglie che generano terremoti. Che la crosta terrestre sia molto sensibile alle variazioni di pressione e che queste abbiano un effetto diretto nei meccanismi sismogenetici è dimostrato anche da esperimenti su piccola scala effettuati caricando e scaricando gli invasi di alcune dighe. Immancabilmente, quando la pressione esercitata dal peso dell’acqua diminuisce, si registra una deformazione della crosta che tende a risalire e, nello stesso tempo, si scaricano tensioni sotto forma di movimenti sismici lungo fratture del terreno di nuova formazione o preesistenti.

Contro presunti complotti poco si può fare, oltre a cercare di portarli alla luce se esistono. Ciascuno di noi può invece variare il proprio comportamento quotidiano per limitare l’effetto serra, prima che sia davvero tardi per intervenire. Viaggiare e vivere in modo più sostenibile, investire in elettrodomestici a maggiore efficienza, usare l’energia solare, passare a una dieta biologica e vegetariana, diminuire il più possibile le emissioni di CO2, ridurre gli sprechi. Potremmo essere noi stessi la causa dei nostri mali: è ora di correre ai ripari!

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Articolo di generazionebio.com
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