L’adulto è un Maestro di imprevedibili sinfonie

In una società priva di ruoli evolutivi ben definiti, in cui troviamo spesso adulti ancora adolescenti e adolescenti già adulti, che cos’è in fin dei conti l’essere adulti?

Immaginiamo un’orchestra con tantissimi elementi, da una parte strumenti a percussione che vibrano sotto il tocco delle loro corde, violini, violoncelli, viole, contrabbassi, dove l’incontro tra le mani e le pelli o tra le mani e i bastoncini genera movimenti, vibrazioni, onde, tamburi, batterie, pianoforti. Al loro fianco coloro che vibrano insufflati dall’aria che li penetra, li attraversa, li domina, trombe, tromboni, corni.

E’ la Vita che si manifesta nelle sue infinite sinfonie, tra acuti e bassi, tra lenti e veloci, dove a volte prevalgono gli archi e le chitarre, a volte i sassofoni e le batterie, ma dove tutto ha una propria armonia, un proprio ritmo, una propria funzione.

Ma affinchè questa armonia possa manifestarsi, proseguire, affermarsi ed evolvere è necessario un maestro di orchestra che dia il tempo ad ogni strumento, ad ogni organo, ad ogni membro, colui che si prenda l’impegno di coordinarli, di permettere ad ognuno di loro di esprimersi, di manifestare il proprio talento, la propria tonalità. Il maestro è colui che riconosce la necessità di ogni membro a far parte dell’orchestra, del sistema, dove la sinfonia prodotta non sarebbe la stessa anche solo senza uno di essi.

Il Maestro è colui che sa quali sono i tempi giusti in cui le note, i suoni, le vibrazioni possono realizzare le emozioni, a volte commuovere, a volte gioire, movimenti che partono dal cuore e sempre al cuore conducono.

Il Maestro sa che qualsiasi stonatura o forzatura è prevista, accettabile, a volte inevitabile.

Il Maestro è colui che accetta l’imprevedibile, è colui che è pronto a gestire le note sopra le righe, è colui che sa che ogni orchestrale attende un suo gesto gravido di passione e di rispetto, è colui che con passione e con intuito percepisce le vibrazioni prima ancora che si manifestino, con la bacchetta orienta e indica, è colui che con amore accetta di divenire canale spazio temporale di una delle infinità possibilità vibratorie di questo universo, tutte degne di essere percepite, accettate, prodotte, onorate, amate.

Permettiamo a tutti noi di essere i Maestri delle nostre piccole Vite e dei nostri sistemi famiglia, ricchi di armonie e di cacofonie.

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Articolo di Maria Luisa Rossi per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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