C=AP(t) ovvero la formula segreta della felicità

Capito?

No.

Devi memorizzare le iniziali – C – A – P – t.

E, per ricordarle meglio, devi collegarle a una parola semplice, breve, immediata. Così che ti basterà pensare a quella parola per ricordarti come funziona tutta la questione.

E quante volte dovrò pensare a questa parola?

Tutte le volte che qualcosa turberà la tua felicità.

Ma mi hai detto che funziona anche per le cose brutte.

Certo, funziona per ogni emozione che trattieni a lungo dentro di te, devi tenerlo a mente, ma il tuo compito è applicare questa formula solo immaginando il meglio che il tuo cuore possa concepire.

Ripetimela, l’ho dimenticata.

Questo perché non hai capito.

Sì, ho capito.

No, per capire devi riuscirci.

Basta che ci riesci una volta, e poi un’altra e un’altra ancora. Non potrai dimenticarla più.

Capito.

Allora: C = AP(t)

Quindi…

La felicità è una questione di concentrazione. Ti devi concentrare. La Concentrazione è il contrario della dispersione. Non devi essere passivo nei confronti del mondo.

Significa che non lo devo accettare.

Al contrario, devi accettare tutto. Non sei nella posizione di rifiutare nulla di quello che succede. Ma devi accettare le cose in modo originale. Devi cedere, accoglierle, e trasformarle. La Concentrazione ti serve a evitare di reagire come un burattino, a creare dentro di te un attrito che faccia accendere una fiamma. Ogni volta che resisti alla tentazione di trattare le cose come se ti fossero di intralcio, come se ti minacciassero, come se ti tormentassero, come se avessero il potere di schiacciarti – tu alimenti quella fiamma. Per mantenere accesa la fiamma, occorre che non la privi di ossigeno. A questo ti serve rimanere concentrato: a garantire ossigeno alla tua mente.

La fiamma è nella mente?

È al centro del tuo essere, la senti nel cuore. Ma alla tua mente sta sorvegliarne l’area circostante.

Sorvegliarla da chi?

Dai pensieri.

Ma la mente è fatta di pensieri.

Appunto.

Non ho capito…

Deve sorvegliare se stessa. Deve ricordarsi di se stessa. Deve capire che non è un filtro innocuo per interpretare la realtà, ma un magnete che attira e moltiplica le energie sulle quali si concentra. Questo straordinario potere non devi mai dimenticarlo. È terribile e meraviglioso, e dipende da te – solo da te. Devi guardarti da esso, e al tempo stesso avvalertene, con responsabilità e creatività.

A questo mi serve restare concentrato?

Esatto.

La Concentrazione (C), come dice la formula, è l’Attenzione (A) a ciò che Percepisco (P) protratta per la maggior parte del tempo (t) possibile.

Fa crescere tutto ciò che percepisci attentamente per la maggior parte del tempo, una sensazione di pericolo come una sensazione di gioia.

Non è semplice.

Non lo è niente, finché non impari.

E perché dovrei impararlo?

Perché tu…sei felice?

Che c’entra questo?

Rispondi: sei felice?

(emersero inarginabili tempeste mai sopite, pozzanghere di lacrime mai essiccate, in un singulto che fece tremare la terra)

No.

E perché non sei felice?

Dovrei sciorinarti un elenco infinito di motivi…

Non sarebbe abbastanza. Piangi, urla, dispèrati, sii triste, deluso, arrabbiato… ma poi rialza la testa, sempre, rimettiti in piedi e cammina. Niente ti autorizza a essere infelice. Capito?

Ora ho capito.

Cosa?

Devo spostare l’accento.

L’accento…

Prima mi hai detto che per ricordare più facilmente la formula devo collegarla alle iniziali di una parola, per esempio “capìto”, participio passato di “capire”.

Sì.

Ma la stessa parola, con l’accento sulla prima – e non sulla seconda – sillaba, diventa la prima persona singolare del presente di “capitare”.

Ovvio.

Quindi la felicità è anche una questione di accenti. Bisogna spostarli in avanti.

Da “càpito” a “capìto”.

Da tutto ciò che succede per caso a tutto ciò che capisco di voler alimentare nella mia vita. Dal verbo “capitare” mi devo spostare verso il verbo “capire”.

Ricorda questi accenti, se ti è più facile. Fa’ come vuoi. L’importante è che in ogni momento tu sappia di essere in grado di fare qualcosa che SICURAMENTE andrà ad  ampliare, a nutrire, a ricreare, a reinventare la felicità nel mondo. L’importante è che non rinunci mai a questo potere, e che ti impegni a stare dalla parte giusta.

Qual è la parte giusta?

Non puoi sbagliarti, è quella che in ogni momento ti farebbe scintillare il cuore.

E se la formula non dovesse bastare?

È bastata per creare tutte le tue lacrime – vuoi che non basti a creare tutta la tua felicità?

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Articolo di Margherita Cardetta per generazionebio.com
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Margherita Cardetta

Margherita Cardetta

Margherita Cardetta è nata a Gioia del Colle il 3 luglio 1978. Dopo la maturità classica ha proseguito con gli studi umanistici conseguendo la laurea in Lettere Moderne e una Laurea Triennale in Filosofia, presso l’Università di Bari. Parallelamente ha continuano ad arricchire e a stimolare la sua vita anche al di fuori degli ambiti accademici, considerando proprio la vita di ognuno di noi la vera università e il vero banco di prova per qualunque ricerca, da portare avanti con interesse e passione, per trovare la “chiave magica” per la serenità dell’anima.

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