Quel filo rosso invisibile che tiene unite le anime gemelle

Dalla notte dei tempi si dice che tra due anime gemelle vi sia un filo invisibile che le lega. Si tratta di un legame spirituale, a prescindere dalla loro distanza e dalle circostanze.

A questo fenomeno viene associato il colore rosso, che rappresenta il desiderio e l’attrazione. Rosso è il colore di quel filo invisibile.

Questo mito ha origine in oriente, dove si credeva che gli dei legassero un filo rosso intorno alle caviglie di due anime gemelle, che le avrebbe aiutate a ritrovarsi e riconoscersi.

E’ però vero che nei tempi antichi non si parlava di anima gemella, ma di fiamma doppia.

C’è una leggenda romantica e triste intorno a questo mito. Un giorno un ragazzo passeggiava quando vide un uomo intento a leggere un libro. Il vecchio disse al ragazzo che stava leggendo il Libro dei Matrimoni. Il ragazzo, vedendo chi era la sua compagna romantica predestinata si alterò. Al momento non amava l’idea di sposarsi. Così, incontrando la ragazza, le tirò una pietra in volto e scappò via.

Anni dopo, quello stesso giovane – sposato con un’altra donna,, che aveva la reputazione di essere la più bella del paese, rivide la giovane e notò la cicatrice sul sopracciglio.

Quando le chiese cosa le fosse successo, lei gli raccontò di quel ragazzo che le aveva lanciato una pietra sul viso.

Questo prova come le persone che vivevano nell’antichità credessero nell’unione spirituale e nel destino romantico che due persone possono condividere. Anche se il filo si aggroviglia o si estende, l’idea è che il destino si farà comunque largo, a prescindere dalle circostanze.

Secondo questa filosofia, chiunque avrebbe un partner predestinato. Ma questo non significa che si tratterà di una persona impeccabile. Una relazione è qualcosa che prende forma, spesso, indipendentemente dalle situazioni reciproche.

Alcuni giorni sarà possibile sentirsi non emotivamente ben disposti verso questa persona, ma questo non significa che il legame si indebolirà.

Anche la cultura giapponese narra di questo filo rosso, legato però al mignolo.

In realtà il concetto di anima gemella risale al Simposio di Platone, dove la gente credeva di essere creature con 8 arti e 2 teste e che gli dei li dividesse per diminuire la forza, nutrendo sentimenti si svalutazione e incompletezza.

Questi nodi però non si spezzano mai completamente, nemmeno avvizziscono.

Spesso si riconosce questa persona perché conferisce già al primo incontro sicurezza e conforto. In genere si ha la sensazione di risolvere meglio i problemi insieme.

Anche Edgar Cayce si espresse in merito, affermando che una vera anima gemella sia quella connessione con un’altra persona che si sceglie nel corso di varie vite, oltre lo spazio e oltre il tempo.

C’è chi sostiene che l’anima gemella sia in qualche modo uno specchio, che ci permette di osservarci e conoscerci profondamente, crescendo individualmente anche all’interno della relazione. E’ quella persona che ci risveglia e ci sfida a muovere diverse parti di noi stessi, per elevarci ad un livello superiore di consapevolezza e coscienza.

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Articolo di generazionebio.com
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