Perché è fondamentale compiere un costante lavoro su di sé

Dal punto di vista degli sciamani Toltechi, sono due i tipi di uomini che abitano la terra.

Ci sono quelli che prendono il tempo di mettere in discussione le persone e il significato dell’Universo e si chiedono cosa ci facciano qui. Sono uomini che si non accontentano delle risposte pronte, quelle offerte dalla società in cui viviamo e che fonderanno la loro intera esistenza su questi interrogativi.

Poi ci sono coloro che, ricchi o poveri, acculturati o meno, restano ipnotizzati nel caos e si accontentano di soddisfare le necessità della vita quotidiana, fino al punto di non trovare mai il tempo per farsi delle domande. Anzi, spesso le trovano inutili e assurde e soccombono così, come sostengono gli sciamani, all’ipnosi sociale.

I primi sono degli avventurieri dello spirito e, se perseverano, hanno la possibilità di diventare i fautori della loro vita, sostenuti dall’energia del mistero dell’esistenza che avranno affrontato e accettato. Gli altri, vivranno immersi nel conformismo del loro tempo, saranno dei servitori del sistema, volteranno le spalle all’inspiegabile e si sentiranno soli.

Il mondo è lo specchio che ogni persona percepisce, è una proiezione di sé, un processo circolare che gli sciamani definiscono l’anello del potere.

Come uno specchio, il mondo ci restituisce solo la rappresentazione delle nostre percezioni personali, le nostre credenze e i nostri stati d’animo. Il potere di cambiare le cose nasce da dentro.

L’importanza del lavoro su di Sé

Ogni psicoterapeuta illuminato e chiunque pratichi da tempo e in modo serio la guarigione spirituale sanno quanto sia difficile cambiare rapidamente credenze e comportamenti che, purtroppo, stanno alla base di sofferenza, malessere e gravi malattie. A plasmare la nostra personalità ci sono memorie ancestrali, prenatali, familiari, educative e sociali: in ognuno di noi ha nelle cellule una programmazione karmica e diverse barriere culturali ed emotive che ostacolano il cambiamento.

Il lavoro su di sé diventa l’unica speranza per l’uomo di liberarsi. L’uomo non nasce libero, ma è libero di liberarsi.

Diventa quindi una enorme opportunità assumersi la responsabilità della propria vita.

I saggi taoisti descrivono il lavoro su di sé come “cavalcare la tigre”. Lavorando su se stessi, la tigre si affronta, anziché sfuggirla. Si sale in groppa alla tigre, poi, o si precipita o ci si integra alla sua forza, così da trovare l’orientamento e risvegliarsi a poco a poco.

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Articolo di generazionebio.com
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