Gli insegnamenti del maestro Aivanhov sull’anno nuovo

Queste riflessioni fanno parte dei tanti insegnamenti del maestro Omraam Mikhael Aivanhov, che sono poi state trascritte in forma di lezioni, che compongono un corpo di dottrine organico che vuole essere di ispirazione per affrontare meglio la nostra esperienza terrena.

Quelle che seguono sono parole che si rifanno alla tradizione esoterica in merito al primo giorno del nuovo anno e che risultano utili se applicate nella vita quotidiana.

“La maggior parte delle persone celebra il Capodanno nei locali notturni, nei bar e nelle sale da ballo. Esprimono la loro gioia per l’arrivo dell’anno nuovo facendo festa, divertendosi e indulgendo in ogni tipo di follia. Poi, sprecano il resto dell’anno nell’incoscienza e nelle futilità e, visto che l’incoscienza porta sempre alle tribolazioni, non passa molto tempo prima che queste abbiano inizio. Aprire l’anno in questo modo è abbastanza insensato; dimostra che coloro che lo fanno non hanno alcuna idea dell’aspetto spirituale e magico delle cose. […]

La Kabbalah insegna che ogni giorno rappresenta un essere vivente e senziente, che registra tutti i nostri aspetti fisici e psichici. E’ come se i 365 giorni dell’anno fossero un nastro magnetico, su cui ogni giorno viene registrato tutto ciò che ci ha portato bene e male, felicità e infelicità. Ciascun anno della nostra vita ha un suo nastro dedicato.

Il nuovo anno è nuovo ma, allo stesso tempo, è già vecchio, invecchiato da tutto ciò che ognuno di noi ha già vissuto nella sua vita. Il nuovo anno è come l’acqua pura di un torrente di montagna che si confonde con le acqua stagnanti delle pianure; è nuovo, ma non del tutto perché è vissuto da uomini che sono oppressi dal loro passato. Questa è la ragione per cui, per quanto tutto sia nuovo, gli uomini non riescono mai a vivere una vita completamente nuova. […]

Il passato, con il quale intendo tutti gli stati che un uomo ha conosciuto e tutti gli eventi che hanno segnato la sua vita, è registrato e inciso dentro di lui e ci vuole una grande quantità di conoscenza, di pazienza e determinazione per cancellare quelle impronte e liberarsi dagli stereotipi del passato: è un compito estremamente difficile. Ma quando parlo del passato non sto parlando solo del passato in questa incarnazione, dei giorni e degli anni vissuti nella vita presente. Parlo anche delle incarnazioni precedenti, perché portiamo con noi le tracce sia del nostro passato immediato che di quello remoto. Solo gli iniziati sanno come purificarsi dalle macchie del passato; altri uomini non si rendono nemmeno conto che c’è del lavoro da fare per salvare il presente dalla contaminazione di tutto ciò che è vecchio, logoro e ammuffito. La questione non è così semplice come appare!

Purtroppo, la maggior parte delle persone non ha idea che qui ci sia qualcosa da esplorare, capire e trasformare: aspettano il nuovo anno con la speranza che finalmente si compiano tutti i loro desideri: vincere alla lotteria, sposarsi con il Principe Azzurro, ricevere una favolosa eredità […] Le persone vogliono sempre vivere in un mondo illusorio. Pensano che il nuovo anno porterà questo, quello o quell’altro. Poi si siedono e aspettano. Ma l’anno passa, come tutti gli altri – spesso persino peggio degli altri. Non seminano nulla, ma si aspettano che qualcosa cresca. Nulla è mai cresciuto in queste condizioni.

Hai lavorato? Hai arato il tuo suolo, il suolo del tuo stesso essere? Hai seminato qualcosa dentro te stesso? Se è così, allora puoi aspettarti gioia, felicità e pace nel nuovo anno; anzi, queste arriveranno anche se non te lo aspettavi. Ma se non hai mai piantato nulla e, nonostante questo, hai grandi speranze, beh sono speranze vane, perché non hanno alcun fondamento in natura.

Il nuovo anno non è completamente separato dal vecchio; la relazione potrebbe non essere diretta, ma è sempre presente, indirettamente. Il nuovo anno, proprio perché nuovo, sembra essere puro e incontaminato come un neonato, che è sempre considerato puro e innocente. E’ così in apparenza, ma anche un neonato ha dei legami con i suoi genitori, i nonni e i bisnonni, con la società e lo spirito del tempo. Porta con sé le impronte delle sue vite passate e, in un modo o nell’altro, tutto ciò alla fine verrà a galla. Il nuovo anno è vergine, puro è innocente; è avvolto dentro un lenzuolo bianco immacolato, ma non appena entra in contatto con l’uomo, il suo candore si tinge di altri colori, proprio come fa la pioggia pura e cristallina che scende dal cielo e si colora del suolo sul quale scorre una volta raggiunta la terra.

L’anno che chiamiamo nuovo è quindi vecchio fin dall’inizio, perché gli esseri umani che incontra sono vecchi nel loro modo di pensare e di sentire e in tutte le loro abitudini. Non hanno mai pensato di lavare i loro vasi, le brocche e le pentole prima di riempirle con l’acqua pura del nuovo anno. Eppure, non è forse questa la prima cosa che impariamo in cucina: prima di versare acqua pulita in un contenitore, bisogna lavarlo, spesso in maniera accurata, altrimenti l’acqua si sporcherà. Lo sa anche un bambino! Ma quando si tratta di riempire i loro cuori, le loro anime e le loro menti con acqua pura, gli uomini non pensano mai prima di ripulirsi. Anche se questa regola la applicano ogni giorno in cucina, quando si tratta della loro vita interiore è come se non la conoscessero: dimenticano di applicarla a se stessi, di scartare tutto ciò che è sporco e di conservare solo ciò che è puro. Numerosi dettagli nella nostra vita quotidiana possono aiutarci a comprendere questa verità: nelle nostre case, ad esempio, facciamo tesoro di dipinti, di mobili lussuosi o gioielli preziosi per anni, a volte per secoli, mentre ci sbarazziamo in fretta di cose di poco valore; o ancora, teniamo i fiori recisi in un vaso per tre o quattro giorni, ma poi dobbiamo buttarli e prenderne di freschi. Eppure gli uomini pensano di poter mantenere dentro di sé ogni genere di cose vecchie, sporche e putrefatte!

Dobbiamo capirlo meglio il nuovo anno; dobbiamo uscire per incontrarlo nella profonda convinzione che sia un essere vivente pieno di doti, che ci porta dei regali preziosi; dobbiamo imparare a fare spazio dentro di noi così da ricevere questa abbondanza di doni; dobbiamo spazzare via continuamente i rifiuti che sporcano i nostri cuori e le nostre menti, e fare spazio per il nuovo anno, anche prima che arrivi.

Secondo la Kabbalah, anche il nuovo anno è influenzato dalle stelle. La nascita di un nuovo anno è come quella di un bambino: è l’inizio di una vita che durerà solo dodici mesi. Quando nasce un bambino, si può redigere un oroscopo sulla base della data e dell’ora di nascita, quindi prevedere i principali eventi della sua vita Possiamo fare lo stesso per la nascita di un nuovo anno; in effetti bisogna sapere che il primo giorno dell’anno determina il primo mese, il secondo giorno il secondo mese, il terzo giorno il terzo mese e così via. Quindi bisogna cercare di vivere, pensare, sentire e comportarsi nel modo migliore possibile, almeno durante i primi dodici giorni, in modo da assicurare un inizio intelligente e luminoso all’anno e quindi influenzarlo e determinarlo positivamente.

Alcuni diranno “Ho fatto del mio meglio durante i primi dodici giorni, ma il resto dell’anno non è stato affatto buono”. Questo capita quando si permette alle cose vecchie del passato di influenzarci. Bisogna pulire, spazzare, lavare e purificare tutto in noi. Ma nessuno lo fa. Nessuno nemmeno pensa di farlo. Certo, è impossibile pulire tutto in un giorno; il peso del passato ci influenza ancora e il nuovo anno sarà sempre mescolato con il vecchio. Solo una divinità potrebbe migliorare le cose al cento per cento. Migliorare la situazione del venti, trenta o cinquanta per cento sarebbe però già un bel risultato! […]

La vita di un uomo è determinata dal modo in cui inizia il suo primo giorno dell’anno quando si sveglia. Per tutta la giornata bisogna tenere a bada i pensieri e, soprattutto, le parole: se sulla punta della lingua arrivano parole che è meglio non dire, meglio isolarsi per un attimo per frenare questo istinto e poi riunirsi agli altri con un sorriso. Il secondo giorno bisognerà continure a fare attenzione, per mettere le condizioni ottimali per il secondo mese e così via. Certo, anche stando molto attenti, l’anno non sarà necessariamente e assolutamente impeccabile, perchè, come detto, il presente è legato al passato e il passato include non solo tutti gli anni precedenti, ma tutte le precedenti vite. […]

Lascia che questo sia il tuo impegno nel prossimo anno: inizia a fissare il tuo ideale, il tuo obiettivo sublime affinché vi sia giustizia sulla Terra. Sii cosciente e attento e osserva te stesso per vedere se ti stai avvicinando o allontanando dall’ideale. Dedica tutte le tue energie e capacità a portare a termine questo compito. Così, Volontà, Cuore e Mente si uniranno tutti in un unica direzione: la Mente rimarrà percettiva, illuminata, attenta, vigile e lucida; il Cuore nutrirà l’ideale dall’altro, lo desidererà e amerà, restando in contatto costante con esso. E la Volontà lavorerà per servire sia il Cuore che desidera il bene supremo che la Mente che agisce come guida, consigliere e istruttore, per illuminare e orientare il percorso. In queste condizioni, qualunque ostacolo e difficoltà siano disseminati lungo la strada, lo spirito dell’uomo trionferà sempre; prima o poi sarà vittorioso, perché queste tre facoltà primordiali hanno a disposizione risorse estremamente potenti di cui non sappiamo nulla.

Se non ottieni i risultati sperati è perché non hai ancora pienamente integrato queste tre facoltà; non le hai ancora unite insieme in armonia. Ciascuna funziona, ma per i propri interessi, estranei all’obiettivo comune. […] Se alcune persone non ottengono mai qualcosa di utile, né per sé, né per il mondo che le circonda, è perché la loro facoltà di mente, cuore e volontà sono disunite. Che cosa succede in una famiglia, quando il padre persegue un obiettivo, la madre un altro e tutti i bambini seguono strade separate, ciascuno con i propri obiettivi? La famiglia cade a pezzi, naturalmente e questo è esattamente ciò che accade alla famiglia interiore dell’uomo.[…]

Ripristina l’ordine in te stesso: ravviva le forze di Intelletto, Cuore e Volontà e dirigile verso un unico obiettivo […]. Vedrai come presto cambierà la tua Vita. Non sarai immune al rumore dei venti forti e dei terremoti: finché sei sulla Terra sei destinato a sperimentare alcuni shock spiacevoli, ma passeranno più rapidamente di prima e non lasceranno le stesse cicatrici. Le case rimarranno salde, perché costruite con materiali più resistenti, mentre prima erano suscettibili a crollare alla prima scossa.

Questo non significa che in questo modo si diventerà ricchi e famosi, ma che se si riesce a mirare Intelletto, Cuore e Volontà verso uno stesso obiettivo, nella coscienza avverrà un cambiamento. Il cambiamento sarà così piccolo da essere invisibile, ma conterrà tutto il Cielo e la Terra. Ricorda ciò che disse Gesù riguardo al seme di senape, che è il più piccolo dei semi, ma quando cresce è più grande e diventa un albero, così che gli uccelli possano entrare nei suoi rami e nidificare. Non contano le dimensioni del seme, ma il suo vigore. Si può pensare al seme di senape come ad un pensiero o ad un sentimento: quando nasce è impercettibile, ma se è forte e si trova nelle condizioni favorevoli, ha il potenziale di produrre risultati fantastici”.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Traduzione di generazionebio.com
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