CARNOSINA

La carnosina è una molecola composta da due aminoacidi (e per questo è detta dipeptide), la b-alanina e l’istidina.

La carnosina si trova in buona quantità nel tessuto muscolare, per il quale regola alcuni processi metabolici di produzione dell’energia. Le fibre muscolari bianche generalmente ne contengono di più rispetto a quelle rosse e si può stimare una concentrazione media di carnosina nei muscoli di 300 mg per ogni etto di tessuto.

In virtù delle sue comprovate proprietà antiossidanti, antiglicosilanti e neuroprotettrici, la altresì detta L-carnosina rappresenta un’interessante novità per il trattamento dei processi degenerativi dell’età senile e delle patologie ad essa correlate, ma anche un promettente nutriente da indirizzare all’integrazione sportiva. Il suo probabile ruolo attivo nella diminuzione della sensazione di affaticamento, nel contrasto dei derivati acidi, nella guarigione delle lacerazioni, nella contrazione della muscolatura e la sua posizione di protettore nel processo di ossidazione, fanno della carnosina un efficace aiuto ergogenico ed un innovativo tonico generale.

1. AZIONE ANTIOSSIDANTE E BENEFICA PER LA PELLE

  • Blocco della formazione di radicali liberi
  • Rimozione degli agenti ossidanti
  • Trasformazione di un ROS (specie reattiva dell’ossigeno) in un anti-ROS (non più pericoloso)
  • Stabilizzazione delle membrane
  • Azione indiretta nei confronti della rimozione di sostanze che possano catalizzare i danni da radicali liberi (es. ioni metallici)
  • Fissazione del ferro.

Molti studi scientifici sulla carnosina hanno dimostrato che essa ha proprietà antiossidanti, ovvero riduce i danni provocati dalla produzione dei radicali liberi, in quanto migliora le funzionalità della membrana cellulare. In questo senso, la carnosina opera in stretta sinergia con altri micronutrienti ad azione antiossidante (betacarotene e vitamine E e C). Migliorando le funzionalità delle membrane cellulari, queste risultano meno sensibili all’attacco dei radicali liberi, che altrimenti nel tempo produrrebbero un effetto degenerativo sulla membrana stessa. La carnosina, grazie alle sue naturali proprietà antiossidanti può efficacemente contrastare il naturale processo di invecchiamento del nostro organismo. La pelle, che è notoriamente uno dei primi apparati nei quali è visibile l’azione di degenerazione radicalica, risente dunque positivamente dell’azione della carnosina. E’ stato anche dimostrato come la carnosina possa preservare le difese immunitarie cutanee in presenza di esposizione a raggi ultravioletti (UVB) o di agenti chimici quali l’acido urocan.

Studi aventi per oggetto la carnosina mostrano che essa è in grado di far ringiovanire le cellule facendole tornare sane grazie alla riparazione dei danni cellulari. Ciò può tradursi in una vita più lunga.

Altri studi hanno mostrato che essa è in grado di accelerare la guarigione delle ferite attraverso il ringiovanimento del tessuto connettivo.

2. CONTRO L’INVECCHIAMENTO E LE PATOLOGIE TIPICHE DELL’ETA’ SENILE

La carnosina svolge un’azione anti-glicosilazione; inibisce quindi la formazione delle sostanze indicate con il nome di AGEs, advanced glycosylation end products (prodotti finali di avanzata glicosilazione). Benché il processo di glicosilazione “in vivo” sia lento, esso assume un peso rilevante durante l’invecchiamento ed in presenza di quelle condizioni patologiche nelle quali i livelli ematici di zucchero sono elevati (es. diabete). In questi casi, possono originarsi anomalie a carico dei vari tessuti, in particolare modo di quello connettivo (in seguito al coinvolgimento dei legami crociati di collagene). Recentemente, si stanno studiando gli effetti della carnosina sui malati di Alzheimer, in quanto sembrerebbe avere un effetto inibitore sulla formazione delle placche, proteggendo le cellule del cervello. E’ ormai noto come la modifica spontanea della proteina ad opera degli aldosi sia una delle principali cause della degenerazione legata all’età della proteina e del legame crociato, e che essa rivesta un ruolo importante in alcune patologie dell’età senile, come problemi infiammatori a livello articolare, arteriosclerosi, diabete, morbo di Alzheimer.


Studi sulla carnosina dimostrano che protegge il nostro DNA meglio di qualsiasi altra sostanza nutritiva. La carnosina è inoltre nota per la capacità di accelerare la guarigione delle ferite attraverso la riparazione del tessuto connettivo.

Altre possibili applicazioni riguardano effetti della carnosina in campo oftalmico, in patologie quali le erosioni corneali, le keratiti trofiche e le keratopatie.

Dati sperimentali hanno inoltre evidenziato un ruolo nelle alterazioni delle mucose duodenali e dello stomaco. Alla luce di queste evidenze sperimentali, gli effetti più interessanti della carnosina sembrano proprio essere legati alla capacità di revertire i processi della senescenza cellulare.

3. AZIONE SULLA MUSCOLATURA

Similmente a quanto è stato osservato per il tessuto cerebrale, la naturale concentrazione della carnosina nel muscolo può trovare molteplici spiegazioni funzionali, molte delle quali sono davvero sorprendenti e possono a buon ragione indirizzare l’utilizzo di questa sostanza in ambito sportivo. In campo sportivo, gli aspetti più interessanti della carnosina sono essenzialmente due. Il primo consiste nella sua capacità di “tamponare” l’acido lattico prodotto sotto sforzo muscolare. Questo aspetto è però da considerare con attenzione, in quanto tale capacità, particolarmente spiccata negli animali, risulta più ridotta nei muscoli umani, arrivando a circa il 7% della capacità complessiva del muscolo impegnato nello sforzo anaerobico. In questo meccanismo la carnosina si lega all’acido lattico, in particolare alla molecola dell’idrogeno dell’acido, stabilizzando così il pH intracellulare.

Il secondo aspetto è quello di aumentare la produzione di ATP (processo chiamato fosforilazione ossidativa), attivando un enzima che aumenta la velocità di produzione dell’energia e la funzionalità delle miofibrille (che sono la parte contrattile delle fibre muscolari).

Per tutti questi motivi, la carnosina suscita interesse come coadiuvante della funzionalità contrattile dei muscoli. Grazie al suo effetto tampone, la carnosina consentirebbe prestazioni sub-massimali più lunghe e un recupero più veloce dopo la prestazione. Alcuni studi hanno misurato mediante il test di Wingate (test fatto al cicloergometro che stima la massima potenza anaerobica) una capacità di recupero muscolare migliore e, a livello chimico, un aumento dei livelli di 2,3 difosfoglicerato (DPG) nei globuli rossi e del rapporto 2,3 DPG/emoglobina. Per queste ragioni sono stati concessi dei brevetti per l’uso della carnosina al fine di migliorare le prestazioni atletiche.

I livelli di carnosina decadono con il passare degli anni, con una perdita del 63% passando dai 10 ai 70 anni.


I livelli endogeni di carnosina diminuiscono nei tessuti muscolari anche dopo digiuno prolungato, infezioni, traumi e shock.

Le proprietà della carnosina sono perciò presupposti ormai acquisiti e che necessitano solo di ulteriori studi per la totale comprensione dei meccanismi specifici a scopo terapeutico e/o preventivo. La somministrazione di carnosina migliora la contrattilità cardiaca, aumenta i livelli di calcio intracellulare libero dei miociti, induce rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico. Per questo, la carnosina può avere un ruolo nella regolazione del calcio intracellulare e nella contrattilità delle cellule cardiache.

Sul mercato esistono molti supplementi con carnosina, ma le ricerche cliniche dimostrano che le comuni pillole, polveri e bevande sono in grado di innalzare il livello ematico di carnosina in modo irrisorio in 30 giorni.

Dato che la tecnologia LifeWave è in grado di provocare cambiamenti metabolici all’interno delle cellule, l’amplificatore della carnosina si mette subito all’opera ed è efficace già entro le prime 24 ore di utilizzo! Esso risulta essere quindi molto più potente di qualsiasi altro metodo per aumentare i livelli di carnosina.

I risultati di un recente studio condotto da LifeWave mostrano che i Y-Age Carnosina influenzano in modo significativo le proprietà bioelettriche del corpo.

I risultati dello studio, incentrato sulla verifica dello stato degli organi, hanno mostrato un miglioramento molto significativo nella funzionalità di pancreas, fegato, rene destro, ghiandole surrenali sinistra e destra, ipotalamo, ghiandola pituitaria e tiroide con una potenza statistica media uguale almeno al 95%.


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COME FUNZIONANO I DISPOSITIVI FOTOTERAPICI


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