Le basi scientifiche

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© Foto di GenerazioneBio.com

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L’applicazione della luce e del colore è una modalità di guarigione in continua e rapida evoluzione, che fonda le sue radici nella medicina antica. La terapia della luce colorata è una tecnica non invasiva, indolore e priva di effetti collaterali. La luce ha una proprietà unica di intervenire sulla salute fisica, sostenendo contemporaneamente quella psicologica e spirituale.

I sistema di guarigione delle antiche civiltà si basavano sulla consapevolezza che la luce e il colore possono apportare enormi benefici. I Greci, i Romani, gli Indiani, gli Aztechi e i cinesi riconoscevano tutti il Sole come donatore di luce e divinità guaritrice. I colori che compongono la luce hanno lo stesso effetto terapeutico della luce stessa. Gli Egizi, ad esempio, avevano progettato dei templi dove la luce del sole penetrava suddivisa nei diversi colori, consentendo ai pazienti di fare un bagno di colore appropriato alla loro particolare condizione.

Il fisico Isaac Newton scoprì nel 1666 che la luce solare era composta di rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto, e da allora molti scienziati esaminano gli effetti delle differenti lunghezze d’onda della luce e dei colori sul corpo. I colori dello spettro sono delle onde elettromagnetiche con una lunghezza d’onda tra 380 e 750 nm e una frequenza compresa tra i 400 e i 790 Thz. Proprietà, queste, che consentono alla nostra retina di distinguerli e riconoscerli uno dall’altro, all’interno dello spettro di luce.

In tempi più recenti, la ricerca in biofisica ha confermato che la luce rappresenta il linguaggio con cui le nostre cellule comunicano tra di loro. Il fisico tedesco che ha studiato i biofotoni Fritz-Albert Popp, ha dimostrato che il metabolismo delle cellule e la comunicazione tra di esse avviene proprio attraverso il linguaggio della luce. Egli ha saputo dimostrare come le cellule di tutti gli esseri viventi emettano biofotoni – deboli quanti di luce ultravioletta – o vibrazioni elettromagnetiche. Questa radiazione rappresenta un potente campo di regolazione che permea tutto l’organismo e che influenza tutti i processi biochimici.

Nei suoi studi sulla comunicazione cellulare, Popp ha dimostrato che le cellule in condizioni normali emettono un flusso costante di biofotoni che agiscono come portatori di informazioni negli esseri viventi. Egli ha anche osservato che una cellula mostra un aumento di emissioni ogni volta che le sue funzioni non sono più in uno stato di equilibrio. Qualsiasi interruzione nell’omeostasi della cellula può portare ad una variazione del flusso equilibrato di informazione (luce) nel corpo. Questa trasformazione porta ad un’incoerenza e a ciò che chiamiamo malattia. Peter Mandel, agopuntore, naturopata e ricercatore tedesco, ha dato agli studi di Popp uno sviluppo ulteriore, suggerendo che questi cambiamenti cellulari che ne derivano possono influenzare anche la ricettività elettrica delle zone correlate e degli agopunti sulla pelle.

© Foto di GenerazioneBio.com

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Dato che le cellule umane mostrano le proprietà energetiche della luce e che luce e colore hanno l’effetto di modificare l’informazione energetica del sistema del corpo, Mandel ha intuito che le proprietà informative della luce e del colore possono essere sfruttare anche per ripristinare la coerenza e la salute. Le onde luminose entrano attraverso i recettori della pelle. Questi recettori reagiscono sia alla luce che al colore. Secondo Popp, i biofotoni rappresentano un mezzo più veloce di comunicazione rispetto agli impulsi elettrici lungo i percorsi neurali. Con i biofotoni, l’impulso si propaga indipendentemente dalla conduzione nervosa ai più piccoli componenti dell’organismo, attraverso la struttura atomica delle cellule. In linea con il principio di risonanza, la più piccola oscillazione stimolerà il più grande effetto. La terapia con i colori utilizza questo effetto per affrontare e invertire i processi patologici. La luce colorata può trasmettere le informazioni all’interno del corpo e ripristinare i sistemi che funzionano male, in virtù della forza di risonanza intrinseca.

Nei primi anni ’70 Peter Mandel iniziò quindi a usare gli agopunti e i meridiani per introdurre luce nel corpo. La sua scelta fu influenzata dalle ricerche condotte in Russia dal fisico Sergei Pankratov, che provavano che il nostro corpo detiene un sistema di coordinamento che sempre, senza alcuna eccezione, trasmette la luce da un punto A ad un punto B. Egli dimostrò che la capacità di coordinamento della luce nel corpo umano esiste solamente lungo i meridiani e che questa riesce ad entrare o ad uscire dal corpo attraverso i punti conosciuti dell’agopuntura. Allo stesso tempo, gli scienziati dell’Istituto Necker di Parigi iniettavano un fluido arricchito di tecnezio radioattivo in alcuni punti dell’agopuntura, rendendone visibile la distribuzione nel corpo usando una fotocamera elettrica. La camera era riuscita a registrare i raggi gamma che si irradiavano dal tecnezio. La distribuzione del fluido seguiva esattamente i percorsi descritti come i meridiani della Medicina Cinese.

I colori come vibrazioni pure rappresentano le varie frequenze della luce visibile. Dal momento che gli agopunti sono reattivi ad una varietà di stimoli, Mandel teorizzò che questi avrebbero reagito anche alla stimolazione della luce. Attraverso una lunga e ampia sperimentazione, Mandel è riuscito a determinare che alcuni specifici agopunti hanno una particolare relazione con determinati colori e che tutti gli agopunti corrispondono a una delle tre coppie di colori complementari: rosso/verde, arancione/blu, viola/giallo. La straordinaria intuizione di Peter Mandel fu inoltre quella di comprendere che ogni organo del nostro corpo vibra ad una frequenza specifica e può quindi essere espresso in un colore. Ciò significa che ogni organo può essere associato a un colore specifico, con cui vibra in risonanza.

Alla fine degli anni ’80 Peter Mandel ha iniziato quindi a perfezionare numerosi protocolli di trattamento. I concetti su cui si basa questa tecnica sono una sintesi tra i principi chiave delle antiche dottrine esoteriche e il pensiero dei più moderni scienziati. Un tema comune in molte dottrine esoteriche è che ogni essere umano è un’anima che prende vita per manifestare il suo potenziale unico, il percorso di vita. Questo potenziale può essere scoperto solo se l’individuo accede alla sua saggezza o coscienza interiore. Gli scienziati moderni come il fisico David Bohm o il biochimico Rupert Sheldrake suggeriscono che la nostra realtà fisica e materiale esiste solo sullo sfondo di un ordine più grande. Bohm parla di uno sfondo onnicomprensivo per l’esperienza e la coscienza dell’uomo, chiamato “ordine implicito” e sostiene che il lavoro di ogni individuo sia quello di sviluppare continuamente il suo potenziale da quell’ordine implicito alla sua realtà materiale individuale.

A TORINO


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